Cinema e gioco, i grandi cult da Molly’s Game a Diamanti grezzi passando per Lo Spaccone

Di pellicole che hanno scelto di puntare sull’azzardo ne sono state prodotte a decine ma solo alcune si possono considerare dei veri cult. 

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Partiamo da un film abbastanza recente, “Diamanti grezzi”, anche se il titolo originale ha sempre una marcia in più “Uncut Gems”. È uscito il 31 gennaio 2020 su Netflix, senza passare dalle nostre sale e, non si sa il perché, è stato snobbato agli Oscar eppure ne avrebbero avute di sezioni tra cui scegliere per le nomination. Il film è stato scritto e diretto da Josh e Benny Safdie, fratelli newyorkesi poco più che trentenni e già autori del notevole “Good Time”, e racconta la storia di Howard Ratner (interpretato da un Adam Sandler in stato di grazia), un gioielliere ebreo di Manhattan perennemente in debito per via della sua eccessiva passione per il gioco.

Insieme alle grandi qualità già citate della pellicola, una su tutte è forse quella che ha dato un’ulteriore merito all’opera, quello straordinario effetto di normalità, dove la sensazione è che tutta la vicenda sia materiale assolutamente ordinario.

Proprio perché nei fatti è così, quando si pensa al gioco, sia che si tratti dei gratta e vinci da pochi spicci, sia che si entri nel mondo degli eSports o in quello delle piattaforme online dedicate ai casinò come il noto Betnero dove le partite si svolgono dal vivo in streaming, ecco si parla di usi assolutamente ordinari e quotidiani e non di rare passioni.

Prima di passare all’altro grande cult ci sono ancora un paio di titoli degni di nota.

“The yellow sea”, in questo film dell’estremo oriente prodotto da Corea del Sud, Stati Uniti d’America e Hong Kong è la passione per gioco del mahjong che attiva il meccanismo intricato della trama. Un gioco da tavolo per quattro giocatori, nato in Cina probabilmente nel XIX secolo, e oggi molto diffuso anche nel resto del mondo, soprattutto Stati Uniti e in Giappone.

Ecco che ancora una volta è la normalità a regnare nella straordinarietà (apparente) dei fatti. L’opera risale al 2010 ed è stata diretta da Na Hong-jin, già vincitore del premio alla miglior regia ai Grand Bell Awards e ai Korean Film Awards grazie al suo proverbiale film di debutto “The Chaser” (2008). “The yellow sea”, è un thriller-noir coreano che affronta il tema del gioco in maniera anche poetica davanti alle acque severe del Mar Giallo, spettatore inedito di un’umanità in affanno.

Lo Spaccone cinema e gioco

Un tuffo indietro nel tempo ci sia concesso farlo per una doverosa citazione: “lo spaccone” (The Hustler), anno di uscita 1961, film diretto da Robert Rossen, tratto dal romanzo omonimo di Walter Tevis e interpretato da un bellissimo Paul Newman. È nelle sale di biliardo che si entra questa volta per (ecco che ritorna l’aspetto ordinario del quotidiano) per conoscere la vicenda del bello e dannato spaccone.

Eccoci dunque al già annunciato cult finale di questa micro classifica: “Molly’s game” dove assoluta protagonista è finalmente una donna diretta nel 2017 Aaron Sorkin, al suo esordio alla regia. Molly capisce in fretta le regole del gioco nel mondo nichilista in cui si trova, diventando una strepitosa organizzatrice di poker clandestino al servizio di Hollywood. Un film notevole sotto svariati punti di vista, e dove i dialoghi ritmati e pungenti regalano istanti di euforia per l’altissima qualità.

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