Dall’horror corporeo di Julia Ducournau agli spazi inquietanti di Backrooms, passando per l’intimità perturbante di Sleep, la memoria familiare di Carla Simón e la satira sociale di Radu Jude, fino a TAIWAN – Una nazione invisibile, il documentario di Vanessa Hope che accende i riflettori su identità, democrazia e riconoscimento internazionale: sei storie che attraversano paura, appartenenza, memoria e responsabilità.
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Julia Ducournau ALPHA Alpha ha tredici anni, vive sola con la madre e attraversa un’adolescenza inquieta. Quando torna da scuola con un tatuaggio sul braccio, un gesto apparentemente innocuo fa precipitare il loro mondo e riporta a galla paure che sembravano sepolte. Ambientato tra gli anni Ottanta e Novanta e costruito attorno a un’epidemia immaginaria che richiama quella dell’AIDS, Alpha permette a Julia Ducournau di tornare sui temi del corpo, della trasformazione e dello stigma. Il film segna il ritorno della regista francese dopo Titane, Palma d’Oro a Cannes 2021.
Kane Parsons BACKROOMS Una porta misteriosa conduce verso un universo fatto di spazi apparentemente infiniti, anonimi e inquietanti. Con Backrooms, Kane Parsons porta sul grande schermo uno degli immaginari horror più riconoscibili nati online. Corridoi vuoti, stanze senza uscita e luoghi familiari che improvvisamente sembrano sbagliati diventano il linguaggio di una paura profondamente contemporanea: quella dei cosiddetti “liminal spaces”, cresciuta tra YouTube, forum e social prima di approdare al cinema.
13 OTT Jason Yu SLEEPHyun-su e Soo-jin sono una giovane coppia in attesa di un figlio. Quando lui comincia a parlare e comportarsi in modo sempre più inquietante durante il sonno, la camera da letto — il luogo più intimo e sicuro della casa — diventa uno spazio di progressiva incertezza. Tra horror, humour nero e dramma domestico, l’esordio di Jason Yu racconta anche una coppia messa alla prova dalla paura, dalla privazione del sonno e dalla necessità di continuare a fidarsi l’uno dell’altra quando non è più possibile controllare tutto.
20 OTT Carla Simón ROMERÍA Marina ha diciotto anni ed è rimasta orfana da bambina. Per ottenere un documento necessario ai suoi studi raggiunge la costa atlantica spagnola e incontra per la prima volta la famiglia paterna. Tra ricordi frammentari, fotografie e versioni contraddittorie del passato, cerca di ricostruire la storia dei genitori e, insieme, la propria identità. Dopo Alcarràs, Orso d’Oro alla Berlinale 2022, Carla Simón torna a interrogare il modo in cui le storie familiari, ma anche i loro silenzi, contribuiscono a definire ciò che siamo.
24 OTT Vanessa hope TAIWAN – Una nazione invisibile Con un accesso senza precedenti a Tsai Ing-wen, prima donna presidente di Taiwan, il documentario racconta un’isola segnata dalle colonizzazioni e decisa a difendere democrazia, autonomia e libertà. Tra le pressioni geopolitiche di Cina e Stati Uniti, Tsai cerca un delicato equilibrio e il pieno riconoscimento internazionale del diritto di Taiwan a esistere.
27 OTT Radu Jude KONTINENTAL ’25Orsolya è un’ufficiale giudiziaria di Cluj, in Transilvania. Durante uno sfratto, il suo lavoro ha conseguenze tragiche e la costringe a fare i conti con una profonda crisi morale. Vincitore dell’Orso d’Argento per la migliore sceneggiatura alla Berlinale 2025, Kontinental ’25 permette a Radu Jude — regista di Do Not Expect Too Much from the End of the World, Dracula, The Happiest Girl in the World ed Everybody in Our Family — di affrontare con ironia e durezza disuguaglianze, crisi abitativa e responsabilità individuale.