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Come le community sul web influiscono sulla vita offline

La pandemia da Covid 19 ha reso chiara una cosa, che forse molte persone davano già per scontata: gli esseri umani hanno bisogno l’uno dell’altro. Nessun uomo è un’isola, Thomas Merton, e non è mai stato così evidente come quando una causa esterna e incontrollabile ha isolato milioni di persone. In quella situazione così distopica e assurda, si sono create nuove forme di aggregazione che oggi fanno da fondamento alla società

La pandemia e l’era di internet come luogo di aggregazione

Non è stata una novità del 2020, quella di riunire persone da tutto il mondo in luoghi virtuali. Era già successo nel tempo con lo sviluppo di internet, dei forum, poi dei social network. Ma quel periodo ha segnato una svolta nel corso della storia e ha permesso di esplorare nuovi modi di entrare in relazione. Mentre colleghi di lavoro facevano riunioni su Zoom e intere famiglie si incontravano per le feste su Google Meet, qualcosa nella percezione dei rapporti umani è cambiato. Si è compreso davvero e a fondo che la vicinanza fisica è importantissima, ma in sua assenza si può lo stesso condividere la vita con altre persone, vicine e lontane. Questa nuova consapevolezza ha coinvolto gruppi di amici, scuole, lavoratori, affetti familiari e anche aziende.

Oggi non esiste marchio che non abbia compreso l’importanza dell’interazione a distanza, oltre che di quella indispensabile in presenza. La si realizza in modi diversi, offrendo agli utenti spazi di confronto e di espressione artistica, luoghi per informarsi e altri in cui condividere le proprie passioni con amici e sconosciuti.

Informazione e intrattenimento online

Per le piattaforme di streaming e i produttori di film e serie tv, le menzioni sui social media contano tanto quanto (o forse più) del numero degli spettatori. I developer di videogiochi monitorano ogni sito informativo dedicato ai giochi per scoprire di cosa parlano gli appassionati. Le ricerche online su specifiche parole chiave guidano le scelte di aziende e associazioni di ogni tipo, in tutto il mondo. Perché le persone che prima si incontravano al bar o nella taverna del proprio amico di sempre continuano a farlo, ma quelle conversazioni si estendono al mondo intero online. Così l’opinione su un prodotto di intrattenimento, lo scoop sul gossip e le notizie di attualità si discutono in parallelo di persona e sul web. Ma se i discorsi tra vicini di casa non sono monitorabili, le community online danno un’idea chiara e precisa di cosa piaccia e cosa non piaccia, cosa interessi e cosa risulti datato per il pubblico. Una mole di dati che possono essere raccolti e analizzati (rispettando le norme sulla privacy) per creare servizi sempre più interessanti e dare informazione in modo preciso e utile.

Come online e offline si influenzano a vicenda

Se uno sport diventa particolarmente chiacchierato sui social, cresceranno le iniziative, le scuole e gli eventi per proporlo ad appassionati e amatori. Allo stesso modo, interessi di nicchia che si coltivano prevalentemente dal vivo permettono la creazione di gruppi virtuali in cui ci si scambiano idee, opinioni, informazioni. È così che la vita non si divide più tra online e offline, perché i due si influenzano e compenetrano a vicenda. Questo è un cambiamento epocale da un punto di vista sociale e, se analizzato nel modo giusto, può rivoluzionare lo spettacolo, il retail, la finanza, la salute, l’istruzione, l’informazione. Gli argomenti che interessano le persone producono offerta da parte delle aziende, e l’offerta produce maggiore interesse in un circolo virtuoso che può fare il successo di piccoli brand e multinazionali. Ma non si tratta solo di profitto: l’influenza che i discorsi online hanno sulla vita vera si traduce anche in scelte istituzionali, campagne di sensibilizzazione, nuove pratiche linguistiche, smontaggio degli stereotipi, conoscenza condivisa. 

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