Hulu, alla scoperta della seconda piattaforma on demand preferita dagli americani

Nel nuovo appuntamento di TVCult vi parliamo di Hulu, un servizio on demand in grande crescita e sempre più affiatato.

 

Mentre Netflix nel 2008 si apprestava a lanciarsi nel settore on demand, qualche anno prima un gruppo di aziende partner composte da AOL, MSN, MySpace e Yahoo! annunciavano una partnership per lanciare sul mercato una piattaforma dedicata all’erogazione di contenuti video previa sottoscrizione mensile.

Jason Kilar, precedentemente responsabile di Amazon.com, ottiene la nomina di amministratore delegato della nascente piattaforma, che successivamente avrebbe adottato il nome di Hulu. Grazie alla joint venture della NBC Universal e News Corp la piattaforma viene lanciata ufficialmente negli Stati Uniti il 12 Marzo 2008.

Durante i suoi primi anni di attività il servizio ha viaggiato in parallelo a quello di Netflix, offrendo ai suoi abbonati film, serie TV e altri contenuti d’intrattenimento siglando diverse partnership per ospitare sulla propria rete anche i programmi di altri network via cavo e broadcast come: NBC, Fox, Comedy Central, PBS, USA Network, Bravo, Fuel TV, FX, SPEED Channel, Sci Fi, Style, Sundance, E!, G4, Versus e Oxygen.

La particolarità di Hulu è la sua predisposizione ai social, dato che garantisce ai suoi utenti la possibilità di editare i video e diffonderli sulle community online per animare le discussioni. Si tratta di una strategia che ha favorito moltissimo l’azienda, in quanto pochi altri network assecondano una gestione del genere dei prodotti sulle proprie piattaforme.

Nel 2011 però anche Hulu si cimenta nella realizzazione di prodotti televisivi originali, entrando in diretta competizione con Netflix. A differenziare i due concorrenti però è la loro strategia di pubblicazione: mentre Netflix diffonde le stagioni per intero delle sue serie originali, Hulu carica gli episodi a cadenza settimanale come un canale tradizionale.

I primi progetti

Il primo progetto originale della rete è The Confession, una serie ideata da Kiefer Sutherland, con script e regia firmati da Brad Mirman. Si tratta di un prodotto non convenzionale, con episodi dalla durata di circa cinque minuti che raccontano le vicissitudini di un Killer che, giunto in confessionale durante la vigilia di Natale, confessa i propri peccati al prete. Ad interpretare il killer è lo stesso Kiefer Sutherland, mentre John Hurt ricopre il ruolo del prete.

La serie colpisce positivamente la critica specializzata, che loda il primo tentativo di Hulu nell’affacciarsi nel mondo della televisione con prodotti originali e indirizzati alla propria piattaforma. Nello stesso anno in cui debutta la serie, Hulu abbandona i confini degli Stati Uniti per approdare anche in Giappone.

Tra il 2012 e il 2013 l’azienda pubblica nuove serie originali come Up to Speed (2012).East Lost High, Quick Draw e The Wrong Mans.

L’ultima in particolare segna l’inizio di una collaborazione tra Hulu e la rete britannica BBC. Creata da Mathew Baynton e James Corden, The Wrong Mans è una commedia thriller che racconta la storia di Sam Pinkett e Phil Bourne, due mpiegati del comune di Bracknell che si ritroveranno coinvolti in una rete di crimini, cospirazioni e corruzione dopo aver ritrovato un cellulare sul luogo di un incidente stradale. Dopo il buon successo della prima stagione, la serie ottiene il rinnovo per una seconda stagione, composta tuttavia solo da due episodi.

Tra il 2014 e il 2015 arriva Deadbeat, una serie con episodi da 20 minuti ciascuno che racconta le vicende di Kevin Pacalioglu, un fannullone che ama assumere grandi quantitativi di marijuana e, che occasionalmente lavora come medium sfruttando la sua capacità di vedere i fantasmi. Dopo due stagioni, e una terza semi-reboot con un cast completamente rinnovato, Hulu ha cancellato la serie.

La svolta del 2016

La vera grande svolta nelle produzioni originali della rete arriva nel 2016 con 22.11.63, adattamento televisivo dell’omonimo romanzo di Stephen King che vede tra i suoi produttori anche J.J. Abrams.

James Franco, qui al suo primo ruolo di protagonista sul piccolo schermo, interpreta l’insegnante Jake Epping, che si ritroverà a viaggiare indietro nel tempo per impedire l’assassinio di JFK. Il progetto, caratterizzato da otto episodi, convince la critica e il pubblico, debuttando anche a livello internazionale in oltre 17 paesi, tra cui l’Italia (rete Fox).

Nello stesso anno è il turno Chance, serie che segna il ritorno di Hugh Laurie sul piccolo schermo nel ruolo del neuropsichiatra Eldon Chance. Un thriller composto da due stagioni in cui il protagonista si addentra nella mente dei suoi pazienti mentalmente disturbati. La serie, cancellata dopo due stagioni, si ispira al romanzo omonimo di Kem Nunn, co-ideatrice dell’adattamento televisivo in collaborazione con Alexandra Cunningham.

Nello stesso periodo arriva poi The Path, serie creata da Jessica Goldberg che esplora tematiche di stampo religiose focalizzandosi su un movimento chiamato Meyerismo, che recluta persone in difficoltà promettendo una vita serena e priva di dolori.

Aaron Paul, che tempo prima era giunto al successo grazie all’acclamato Breaking Bad, interpreta il principale protagonista della serie, Eddie Lane, uomo che dopo essersi convertito al Meyerismo inizia a diffidare delle loro reali motivazioni, mettendo in discussione la natura del movimento. A completare il cast della serie Michelle Monaghan nel ruolo della moglie Sarah Lane, e Hugh Dancy in quelli del carismatico leader del gruppo, Cal Roberts.

La serie conta attualmente tre stagioni, ed è tutt’ora in corso.

Nel 2017 Hulu lancia la sua grande serie evento, The Handmaid’s Tale, un racconto distopico tratto dal romanzo “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood.

Ambientato in un futuro alternativo nel quale il tasso di fertilità umana è in calo a causa di malattie e inquinamento, il regime totalitario cristiano di Gilead prende il controllo di quelli che un tempo erano gli Stati Uniti d’America. Nascono così nuove classi sociali, con le donne ancora fertili brutalmente sottomesse e affidate a famiglie elitarie per diventare vittime di stupri rituali allo scopo di generare una nuova progenie.

La crudezza del racconto, così come la grande interpretazione di un cast composto da Elisabeth Moss,  Joseph Fiennes, e Yvonne Strahovski, hanno garantito a The Handmaid’s Tale un grande successo di critica e pubblica, trionfando anche agli Emmy Awards e i Golden Globe in numerose categorie.

Il successo della serie ha spinto ovviamente Hulu a rinnovarla per una seconda stagione, prevista per il 25 Aprile sulla piattaforma. La serie va in onda in Italia su TIMVision.

La collaborazione con la Marvel

Dopo la sua collaborazione con Netflix per sviluppare il franchise dei Defenders, la Marvel stringe una collaborazione con Hulu per produrre l’adattamento televisivo di Runaways, un lungo e travagliato progetto nato inizialmente come film e poi diventato una serie tv.

Josh Schwartz e Stephanie Savage uniscono le forze per dare vita all’adattamento, che rappresenta il primo esperimento della Marvel nel campo dei teen drama televisivi. Esattamente come il film di Spider-Man: Homecoming, la serie di Runaways vuole raccontare il mondo dei supereroi con un punto di vista più adolescenziale che sua volta sfocia in un conflitto generazionale tra adulti e genitori.

I protagonisti infatti sono un gruppo di adolescenti in fuga dai propri genitori, i quali si riveleranno essere dei criminali appartenenti al gruppo noto come Pride.

Pur non ottenendo un successo di critica entusiasmante, Runaways ha senza dubbio dimostrato la volontà di Hulu nel potenziare il proprio parco titoli, che allo stato attuale resta comunque inferiore a quello di Netflix, e anche di Amazon Prime Video, entrambi in costante crescita grazie anche alla loro diffusione su scala globale.

Negli ultimi anni tre anni la piattaforma è riuscita ad accrescere ulteriormente il suo bacino d’utenza, e con il subentro di Disney, che adesso gode del 60% delle azioni grazie all’imponente acquisizione della 20th Century Fox a fine 2017, siamo certi che in futuro il servizio potrebbe riservare interessanti sorprese.

Tra i progetti futuri di Hulu segnaliamo: Catch-22, ambiziosa serie diretta e interpretata da George Clooney; e l’attesissima Castle Rock, basata sull’universo dei romanzi di Stephen King.

 

 

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