Mag-Series intervista Giorgio Marchesi, uno dei protagonisti di “Un medico in famiglia 7”: “Mi rivedo molto in Marco Levi, il mio personaggio” – “Sogno un viaggio senza meta e senza problemi di tempo”

Mag-Series ha avuto il piacere di intervistare Giorgio Marchesi, uno dei protagonisti di questa settima stagione di “Un medico in famiglia“, dove interpreta Marco Levi, un giornalista d’inchiesta che intreccia una complicata relazione amorosa con Maria (Margot Sikabonyi), reduce dalla morte di suo marito Guido (Pietro Sermonti).

Ma Giorgio Marchesi ha preso parte anche alle fiction “La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa“, dove interpretava il ruolo del tenente Aldo Corsini, “Un posto tranquillo 2“, “Il bene e il male“, “Intelligence – Servizi & Segreti“, ma anche in alcuni film cinematografici, come “Mine vaganti” e “Mission: Impossible III“, per citarne qualcuno.

Attualmente, invece, l’attore ha finito di girare due corti, mentre dal 6 all’8 Maggio sarà ad Assisi con lo spettacolo “Suite Horovitz”.

Avete voglia di conoscerlo meglio? Allora non perdetevi questa splendida intervista!

Mag-Series: Domanda di rito: Chi è Giorgio Marchesi? Presentati ai nostri lettori.

Giorgio Marchesi: Non sono serioso, il più delle volte non sono aggressivo, non sono viziato, non sono sempre “in vena”, non sono biondo e non sono svizzero…

Mag-Series: Quando e come hai capito di voler intraprendere la strada della recitazione? Qual’è stato il tuo percorso artistico prima di arrivare alla tv e al cinema?

Giorgio Marchesi: Ero a Londra e nel pub di fronte a casa, al secondo piano, c’era una saletta dove non ero mai stato. Una sera di giri solitari mi fermo a bere una birra e salgo le scale stranamente attirato da qualcosa e vedo un ragazzo davanti a trenta spettatori che porta in scena tre personaggi da solo e suona il pianoforte. Capivo pochissimo della faccenda perchè parlava velocissimo e con “strong cockney accent”, ma ho una cosa l’ho capita: che quella roba lì mi intrigava. Mi ricordo che, poco dopo, guardando dalla finestra della mia cucina l’insegna del pub che si chiamava “Greek theatre” ho pensato che tornato in italia mi sarebbe piaciuto provarci. Non avevo grandi idee o speranze di carriere eccezionali, ma in quel periodo avevo pochi progetti per la mia vita… e per lo più confusi. Così quando sono tornato in italia e sono andato a vivere a Padova mi sono iscritto a vari corsi (ormai l’università mi sembrava un percorso troppo lungo) tra cui un corso di teatro bisettimanale presso una piccola compagnia dove ho imparato questo lavoro in modo direi “romantico”. Tutti a fare tutto, imparando dai più esperti, come nelle botteghe artigiane. Un periodo pieno di entusiasmo!

Mag-Series: In queste settimane ti stiamo vedendo nella settima stagione di “Un medico in famiglia“, dove interpreti il ruolo di Marco Levi, un giornalista d’inchiesta. Ci parli un po’ del personaggio da te interpretato?

Giorgio Marchesi: Il mio personaggio è Marco Levi, giornalista d’inchiesta appassionato per il suo lavoro e padre single di un bambino che si chiama Johnatan  e che va a scuola con Palù, la figlia di Maria Martini. Dalla conoscenza nascerà un corteggiamento difficile e contrastato tra due persone molto diverse ma proprio per questo prede dell’attrazione. È un continuo percorso in movimento e crescita quello di Marco.

Mag-Series: Quanto c’è di te in Marco Levi? Ci sono delle cose che vi accomunano?

Giorgio Marchesi: Già nei provini, e poi alla lettura dei primi copioni devo dire che ho riconosciuto un’ironia del personaggio che mi corrisponde…  la sua autoironia e quel po’ di provocazione col sorriso sulle labbra li utilizzo anche nella vita, e quindi è stato abbastanza naturale. Poi ho un figlio dell’età di Johnatan (mio figlio nella fiction) e quindi anche lì ci ho messo del mio. Ma giuro, soprattutto ai padri dei compagni di mio figlio, che non faccio il “Provola” con tutte le mamme che incontro quando vado a prenderlo a scuola! Anche il lavoro, giornalista non schierato e incasinato, è simile in alcune dinamiche al mio. Insomma direi molti spunti in comune, anche se guardandomi non mi riconosco. Vedo il mio caro amico Marco Levi.

Mag-Series: In questa serie tra il tuo personaggio e quello di Maria (Margot Sikabonyi) si instaura un legame sentimentale, anche se travagliato per via della morte di Guido (Pietro Sermonti), nonchè marito di Maria. Senti un carico di responsabilità nel prendere il posto, in un certo senso, di uno dei personaggi più amati dal pubblico? Sappiamo bene quanto la coppia formata da Guido e Maria fosse molto amata dai telespettatori…

Giorgio Marchesi: La responsabilità l’ho provata un po’ prima di cominciare a lavorare, ma sia io che gli altri attorno abbiamo fatto in modo che Marco prendesse la sua strada senza tanti pensieri. Sarebbe stato pericoloso ragionare in termini di sostituzione. E credo nell’unicità delle persone anche nella vita. Non ho mai pensato di prendere il posto di Pietro Sermonti nel cuore del pubblico, come Marco nella fiction non pensa di prendere il posto di Guido nel cuore di Maria. Ognuno ha un suo proprio spazio e credo che il cuore dei fans sia tanto grande da poter ospitare anche un nuovo personaggio, senza sostituire nessuno, ma semplicemente moltiplicando l’affetto. Per ora il pubblico sembra essere d’accordo con noi.

Mag-Series: Come sei arrivato a “Un medico in famiglia“? Conoscevi già la serie?

Giorgio Marchesi: La serie non potevo non conoscerla, anche se io vedo generalmente poca televisione, soprattutto prima di fare il papà. Ero sempre fuori la sera… ora sono inevitabilmente più informato anche se vedo più film in dvd  oppure ospito amici a casa. Al Medico ci sono arrivato tramite la solita trafila. L’agenzia mi ha procurato il provino e dopo qualche mese dal primo, ne ho fatto un altro con Margot insieme ai registi e dopo una settimana mi hanno detto che ero io Marco Levi.

Mag-Series: Hai preso parte anche alla fiction di Canale 5 “La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa“, dove interpretavi il ruolo del tenente Aldo Corsini. Ci parli un po’ di quest’esperienza? Com’è stato lavorare in una fiction in costume?

Giorgio Marchesi: Grande esperienza e molto divertente. Prima di tutto perchè le riprese erano fuori Roma , Parma, Torino, lago di Braccciano, etc…quindi il gruppo era unitissimo. E poi io andavo a cavallo quasi sempre, quindi molto faticoso ma diverso dal solito. Mi ricordo la particolare attenzione dei costumi e della scenografia. Certo è più complicato organizzare e girare un film in costume. E’ bello vedere la macchina del cinema muoversi nei dettagli. Ma soprattutto, anche in quel caso, il tenente Corsini è stato un personaggio col quale ci siamo trovati subito, un amore a prima vista!

Mag-Series: Presto verrà realizzata anche una seconda serie de “La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa“. Farai parte del cast? Se si, c’è qualcosa che puoi anticiparci?

Giorgio Marchesi: Al momento non ho notizie al riguardo ma già altre volte sono uscite delle anticipazioni false sulla serie. Per ora escludo nuovi episodi. Almeno gli amici del cast mi avrebbero avvisato. O forse stanno preparando “la nipote di Elisa”, ma mi sembra un argomento scottante e troppo attuale…

Mag-Series: Ti abbiamo visto anche nella miniserie televisiva “Un posto tranquillo 2“, dove hai lavorato al fianco di Lino Banfi, nelle fiction “Il bene e il male“, “Intelligence – Servizi & Segreti“, ma anche in alcuni film cinematografici, come “Mine vaganti” e “Mission: Impossible III“, per citarne qualcuno. A quali dei ruoli da te interpretati ti senti maggiormente legato e perchè?

Giorgio Marchesi: Forse, tra questi,  zio Nicola di “Mine Vaganti” per la dimostrazione che il Cinema è fatto di sguardi. Il complimento più bello da parte di chi ha visto il film è che nonostante l’assenza di parole si capiva tutto quello che c’era tra il mio personaggio e quello interpretato da Carolina Crescentini. Mi ha dato tanto quel personaggio, zio Nicola, anche se era un ruolo minore. E poi il periodo stupendo, Lecce, i colleghi straordinari, Ferzan Ozpetek che lo ha pensato e reso così bello, il vivere dei tempi “cinematografici… E forse è giusto che scelga lui più degli altri, anche se ho amato tutti.

Mag-Series: Attore di teatro, di cinema e di televisione. Dove ti senti più “a casa”?

Giorgio Marchesi: Ancora da nessuna parte! Ma credo che sia meglio così… dipende sempre dal progetto, dal ruolo e dai compagni di viaggio!

Mag-Series: C’è qualche attore/attrice in particolare con cui ti piacerebbe lavorare?

Giorgio Marchesi: Dirne qualcuno sarebbe fare torto ad altri. E poi non è detto che una grande aspettativa sia poi ripagata. Sinceramente però penso che ci sia una generazione di giovani attori veramente eccezionale. Gli incontri sul set sono stati spesso fortunati e quindi spero di incrociare altri talenti. Sulle donne taccio perché il talento delle attrici si confonde spesso con la fascinazione per loro!

Mag-Series: Raccontaci una tua figuraccia o una gaffe fatta sul set…

Giorgio Marchesi: Bè, il primo giorno di riprese di “Intelligence” Alexis Sweet mi ha fatto ripetere la scena almeno venti volte, spesso perché voleva avere determinati movimenti di macchina. Però un paio di volte sono andato nel pallone io e sbagliavo le battute. Al secondo errore mi ha detto “Va bè loro,… ma tu cerca di dirle giuste, non ti devi ricordare tutto l’ Amleto!”.  Ho reagito concentrandomi di più e facendo bene la scena. Non me la sono presa, anche perché era il modo di parlare diretto che aveva con tutti e poi…aveva ragione! Poi durante quel lavoro abbiamo imparato a conoscerci e lo ritengo, senza dubbi e con grande affetto, un regista cinematografico prestato alla televisione…

Mag-Series: L’errore che non rifaresti…

Giorgio Marchesi: Prendere per sicuro un “Sei tu! Per me sei tu! Ti mando il contratto e ci vediamo sul set!”

Mag-Series: C’è un aspetto di te che proprio non ti piace?

Giorgio Marchesi: Talvolta il timore di essere troppo zelante nei confronti del potere o di personaggi potenti, mi fa stare alla larga da queste persone che poi, a volte, sono meno problematiche di quanto io pensi.

Mag-Series: Di cosa ti occupi durante il tuo tempo libero? Ammesso che ne abbia…

Giorgio Marchesi: Fortunatamente ultimamente non molto. Prima di tutto c’è l’essere papà. Poi amo diversi sport, il cinema, il teatro, le mostre d’arte, viaggiare, leggere, fare l’amore… insomma, vivere. Ho sempre pensato che se dovessi fare il mantenuto farei fatica ad annoiarmi!

Mag-Series: Un sogno nel cassetto?

Giorgio Marchesi: Un viaggio senza meta e senza problemi di tempo.

Mag-Series: Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti?

Giorgio Marchesi: Ho appena finito di girare due corti. Dal 6 all’8 sarò ad Assisi con lo spettacolo “Suite Horovitz” e per il resto, ci sono molte cose in ballo ma vale la risposta numero 13!

Intervista a cura di Daniela Bella per Mag-Series

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