Homeland, trama primi due episodi

Devo davvero essere d’accordo con i critici che hanno accolto favorevolmente la serie interpretata magnificamente da Damian Lewis e dalla pluripremiata, proprio per questo ruolo, Claire Danes.

La serie si apre in medias res e conosciamo subito Carrie Mathison (Claire Danes), ufficiale operativo della CIA, che si trova a Iraq nel bel mezzo di un’operazione. La donna finisce in un carcere per parlare con uno dei prigionieri ed è proprio lui che, prima di essere portato via, le confida che un militare americano ha deciso di convertirsi. Per aver condotto un’operazione non autorizzata, Carrie deve tornare in Virginia dove verrà assegnata al Centro Antiterrorismo. Proprio durante una riunione di emergenza scopre che un militare americano, il sergente dei Marines Nicholas Brody (Damian Lewis), è stato salvato dopo sei anni.

L’uomo torna a casa sua dove però in sei anni le cose sono un pò cambiate. La moglie, Jessica (Morena Baccarin) era quasi fidanzata ufficialmente con l’amico del marito, Mike, mentre il figlio minore a stento ricorda suo padre. Mentre Brody torna a casa Carrie, pur non avendo il permesso, fà mettere sotto controllo la sua casa con microfoni e telecamere ovunque tranne che in garage.

La vita per Brody è difficile i ricordi non lo mollano e proprio grazie ad alcuni flashback scopriamo che era presente all’uccisione del collega in Iraq e che addirittura lui stesso lo ha pestato e che nasconde la verità sul suo vissuto durante il sequestro. Carrie lo tiene sotto osservazione e quando il suo mentore, Saul (Mandy Patinkin) la scopre rischia davvero grosso.

Per fortuna, per lei, si accorge che Brody ogni volta che si trova sotto l’occhio delle telecamere muove le mani come se stesse mandando un messaggio, come una sorta di codice morse, e questo le fà recuperare tempo e ferma Saul dal denunciarla, per ora…

Brody cerca di rimettere insieme la sua vita ma le cose non sono semplici. Non riesce ad essere tenero con la moglie, nemmeno durante l’intimità, quando resta da solo si rintana in un angolo, e quando si arrabbia con un giornalista entrato nel suo giardino per poco non lo uccide. Alla fine lo troviamo chiuso in garage di primo mattina a pregare in lingua araba….

Solo confusione a causa del trauma subito o l’uomo ha davvero organizzato un attentato negli Usa?

 

 

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