Perché Obi-Wan Kenobi sembra una serie a basso costo?

LucasFilm ha degli evidenti problemi con le serie TV di Star Wars

Oggi sulle pagine di Teleblog siamo qui per porci una domanda che ci insegue fin dal debutto di The Book of Boba Fett su Disney+: che problemi ha LucasFilm con le serie TV di Star Wars?

In un clima di grandi successi commerciali e di crescita della piattaforma streaming Disney+, con la serie TV di Obi-Wan Kenobi ad essere diventata il prodotto più visto di sempre sulla piattaforma, è lecito chiedersi quale sia il problema che LucasFilm ha con la gestione dei suoi prodotti televisivi. soprattutto dopo gli ultimi episodi della già citata serie sull’iconico Jedi cinematografico interpretato da Ewan McGregor.

L’effetto “basso costo” e la mancanza del “ritmo seriale”

Come già dichiarato dalla stessa LucasFilm sulle pagine di Vanity Fair, le serie prodotte per Disney + rappresentano attualmente il futuro di Star Wars, almeno per i prossimi due anni, eppure Obi-Wan Kenobi, più di The Book of Boba Fett, si sta rivelando un prodotto estremamente a basso costo e svogliata anche in molti altri aspetti produttivi: dal montaggio illogico di alcune scene, passando per una sceneggiatura fin troppo ricca di ingenuità, con una regia di Deborah Chow veramente sottotono.

A più di tre anni dall’ultima uscita nelle sale di Star Wars: The Rise of Skywalker, il franchise sta chiaramente affrontando una crisi d’identità e allo stato attuale solo The Mandalorian sembra essere il vero prodotto di punta su cui la LucasFilm sta seriamente scommettendo.

Con quattro episodi ora usciti e due ancora mancanti all’appello, Obi-Wan Kenobi è ben lungi dall’eguagliare la qualità visiva di un film di Star Wars in termini di set, effetti speciali e la già citata regia.

I costumi e il trucco del Grande Inquisitore e del Quinto Fratello, ad esempio, sono stati i primi campanelli d’allarme durante la fase promozionale dello show, prima ancora del debutto. Laddove The Mandalorian ci aveva proposto una meravigliosa rappresentazione di Ahsoka in live-action, a queste interpretazioni dei personaggi manca tutta l’eleganza e il rispetto che avrebbero dovuto meritare. Da alieni con tratti caratteristici piuttosto eloquenti presenti in Star Wars Rebels, la produzione ha preferito investire nella realizzazione di un trucco talmente approssimativo che scade nell’effetto cosplay.

Siamo ben consapevoli che replicare la qualità cinematografica di un prodotto di Star Wars in chiave televisiva è pressoché impossibile, tuttavia a mancare ultimamente in queste serie, e in Obi-Wan Kenobi in particolare, è proprio lo spirito creativo e la passione che invece aveva contraddistinto le due stagioni di The Mandalorian. E questo, dal punto di vista dello spettatore è veramente frustrante nel momento in cui questi prodotti dovrebbero rappresentare il maggiore investimento della LucasFilm nell’ambito del franchise di Star Wars.

Ad aggravare tutta la faccenda ci pensa una più che buona interpretazione di Ewan McGregor nei panni del vecchio Kenobi, disilluso e ormai privo di speranza. Il modo in cui l’attore tratteggia questa versione inedita del Jedi lascia veramente con l’amaro in bocca nel momento in cui tutto il resto viene permeato da un costante senso di effetto “basso costo”. Lo stesso incontro tra Obi-Wan Kenobi e Darth Vader, pur rientrando senza dubbio tra i momenti migliori della serie, con quelle tinte horror che aleggiano sulla sagoma nera dell’armatura indossata da Hayden Christensen, purtroppo la regia di Deborah Chow si rivela inefficace e statica, incapace di gestire sul piccolo schermo uno dei più grandi villain cinematografici degli ultimi 40 anni. Gareth Edwards in questo senso, ci ha regalato uno dei migliori Darth Vader di sempre nei pochi minuti finali di Rogue One: A Star Wars Story, con una sequenza horror da antologia.

Non aiuta sicuramente l’origine del progetto: Obi-Wan Kenobi inizialmente doveva essere un lungometraggio appartenente al filone degli spin-off cinematografici, ma come sappiamo, dopo il flop di Solo: A Star Wars Story i piani della LucasFilm sono cambiati, con il cinema passato in secondo piano e le serie TV su DIsney+ diventate centrali.

Così come a The Book of Boba Fett, anche a Obi-Wan Kenobi manca un qualsiasi senso di ritmo seriale. manca la costruzione e il crescendo che dovrebbe avere una serie TV. Problematica questa confermata proprio dal quarto episodio, la cui durata è di appena 30 minuti, durante i quali abbiamo assistito alla ripetizione di una sceneggiatura stanca proprio come il suo protagonista.

Se il soggetto era sulla carta ottimo, quest’ultimo tradisce anche le sue origini cinematografiche, perché il prodotto finale si sta rivelando un film diviso in parti con allungamenti di brodo che “rovinano” personaggi e situazioni a causa di trovate narrative illogiche: un sospettissimo Obi-Wan che scappa dall’Inquisitorium con Leia nascosta sotto il cappotto dovrebbe dare nell’occhio, soprattutto se ci sono degli Inquisitori sulle loro tracce e uno stato di allerta attivo, e invece tutto si risolve con una facilità esageratamente disarmante. Ingenuità come dicevamo, ma non poche, veramente tante anche per gli standard a cui il franchise ci ha abituato negli ultimi 40 anni. Non si può pretendere dallo spettatore una una sospensione dell’incredulità costante.

Obi-Wan è uno dei personaggi più importanti del franchise, e una serie con protagonista Ewan McGregor che riprende il ruolo è stata un desiderio di molti fan da lunghissimo tempo, quindi lo scarso valore della produzione è una delusione che francamente non ci aspettavamo da parte della LucasFilm.

Speriamo che gli episodi finali di Obi-Wan Kenobi, ma in generale i prossimi show di Star Wars, come Andor e Ahsoka, si rivelino dei prodotti più curati dal punto di vista tecnico e molto più attenti nella scrittura. Perché Star Wars non è l’ultimo arrivato, è solo uno dei franchise più importanti degli ultimi 40 anni e meriterebbe molta più attenzione da parte della LucasFilm.

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