Richard Benson: morto il “profeta del metal” della TV romana, il ricordo di Carlo Verdone

Ci lascia Richard Benson

Dopo una lunga battaglia, ci ha lasciato oggi Richard Benson all’età di 67 anni. Eccentrico chitarrista metal che nel corso degli anni ’90 iniziò una longeva carriera in TV nelle emittenti private, noto per il suo approccio estremo, spesso volgare e politicamente scorretto.

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Musicista attivo nell’underground romano dei primi anni settanta, nella sua carriera ha anche condotto diverse trasmissioni televisive e radiofoniche a sfondo musicale ed è saltuariamente stato ospite in varietà sulle reti nazionali. Figura storica delle emittenti private romane, ha costruito la sua fama (dapprima limitata al solo ambiente popolare romano e poi allargatasi al web e alla televisione) soprattutto grazie ai suoi spettacoli, nei quali era spesso vittima di insulti e lanci di oggetti sul palco.

Un personaggio assolutamente unico nel panorama della TV minore italiana, ma entrato quasi nell’immaginario collettivo di tantissimi giovani grazie a spezzoni dei suoi programmi diventati assolutamente iconici e che tutt’oggi “vivono” su YouTube.

Il regista Carlo Verdone, che con Benson aveva anche lavorato per il film “Maledetto Giorno”, ha pubblicato un lungo post sui social per ricordare Benson:

Mi hanno comunicato in questo momento che Richard Benson, chitarrista, conduttore televisivo e radiofonico, e con me attore (Maledetto il Giorno che ti ho Incontrato) ci ha lasciato oggi.
Rimasi folgorato quando lo vidi parlare di grandi chitarristi e gruppi a me sconosciuti in una emittente televisiva romana, “TVA 40”.
Era stravagante, un po’ folle ma decisamente un personaggio da tenere presente per un film. E così gli offrii il ruolo di un conduttore adrenalinico in un programma dal titolo “Jukebox all’Idrogeno” in Maledetto il Giorno…

Fu fantastico. Professionale e meticoloso. La bellezza di quegli anni in televisioni minori era trovare personaggi eccessivi, strani, folli. Veniva fuori una Roma a noi sconosciuta dove si inventavano modi di dire, si creavano incredibili look, si sdoganava il proibito. Era sempre la periferia ad inventare. Perché la borghesia non ha mai inventato nulla. Massimo Marino, Alberto Marozzi, I Falchi della Notte erano il simbolo di una Roma moderna, futurista e trasgressiva.
Metti il distorsore in cielo, Richard !

Carlo Verdone

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