Mortal kombat: recensione dell’edizione home video

Il nuovo adattamento cinematografico di Mortal Kombat debutta finalmente in home video. Ecco la nostra recensione!

Sinossi:

Braccato dal guerriero Subzero, il combattente di MMA Cole Young trova rifugio nel tempio di Lord Raiden. Allenandosi con combattenti esperti e un mercenario canaglia, Cole si prepara a stare con i più grandi campioni per combattere i nemici.

Dopo quasi 20 anni di stallo dall’ultima e deludente iterazione cinematografica intitolata Mortal Kombat: Distruzione Totale, Warner Bros. ci riprova con i migliori propositi nel rilanciare un nuovo adattamento cinematografico basato sul videogioco picchiaduro di NetherRealm.

La nuova pellicola si presenta come un reboot dalle nobili intenzioni: trasportare il franchise di Mortal Kombat in una dimensione cinematografica appropriata puntando sulla violenza e le fatality che contraddistinguono i videogiochi, quindi con un prodotto Rated R e poi una maggior aderenza all’universo narrativo che dal 1992 accompagna gli appassionati dei videogiochi.

Se i presupposti iniziali vengono rispettati, ovvero l’alto tasso di sangue e violenza, dove purtroppo il film dell’esordiente Simon McQuoid fa acqua da tutte le parti è proprio nel proporre il giusto mix di storia coinvolgente e scontri memorabili. Innanzitutto Per questa nuova diramazione cinematografica del brand gli autori hanno deciso di raccontare il torneo di Mortal Kombat da una prospettiva inedita, con un nuovo personaggio originale creato per l’occasione, Cole Young (Lewis Tan). Pur trattandosi di un personaggio nuovo di pacca, vi è stato un tentativo di integrarlo all’interno di questo universo, forse un po’ troppo goffo a causa di una scrittura che si limita per buona parte del tempo a ricalcare i peggiori stereotipi sul concetto di “legacy” e quello che dovrebbe rivelarsi un colpo di scena finisce per essere tristemente troppo telefonato. 

Tuttavia la scelta di costruire un film di Mortal Kombat su un nuovo personaggio, riducendo a guest star (poco più che dei figuranti) i protagonisti del videogioco, appare quanto mai astrusa e fallimentare nell’esecuzione. L’ostentata seriosità della pellicola finisce col diventare anche il suo più grande tallone d’achille nel momento in cui cerca di spiegare tante dinamiche di un mondo che francamente non ne avrebbero bisogno, attraverso una scrittura dei dialoghi a tratti imbarazzante, capace di far risplendere un prodotto tremendamente camp come il primo storico Mortal Kombat diretto da Paul W. S Anderson.

Se in tutti questi aspetti Mortal Kombat è un fallimento totale, non si può dire invece lo stesso della componente action: le coreografie sono ben congegnate e il lavoro svolto sui costumi di ogni personaggio cerc di essere fedele a quelli della controparte digitale. E’ evidente l’attenzione investita dalla produzione nella creazione di dinamiche action capaci di rispecchiare fedelmente quella brutalità sopra le righe degli scontri, con tanto di spettacolari fatality fedelmente riprodotte. Da questo punto di vista c’è veramente ben poco da dire, il film di Mortal Kombat rispecchia tutto quello che ha fatto la fortuna del franchise, sangue e violenza a volontà.

L’edizione home video

L’edizione home video che abbiamo avuto modo di visionare grazie a Warner Bros è nel formato Blu-Ray. Questa propone sul disco diversi extra succulenti che esplorano il making of del film, permettendo allo spettatore di dare uno sguardo alle fasi di sviluppo della pellicola e l’influenza del videogioco durante la creazione dei personaggi e i loro costumi. Immancabili anche alcune scene eliminate in fase di montaggio, che hanno trovato spazio nei contenuti extra.

Trattandosi della versione Blu-Ray, il formato video è un 16:9 in Full HD, mentre lato audio troviamo le tracce dei vari doppiaggi in Dolby Digital 5.1. Palesi inoltre alcune contaminazioni dal recente Mortal Kombat 11 nel design della box art, in particolare sul retro, che adotta font e colori molto simili a quelli dell’ultima incarnazione videoludica del franchise.

Commento finale

Il reboot cinematografico di Mortal Kombat non è un film destinato ad essere ricordato positivamente dalla critica e il pubblico. Il suo più grande fallimento sta nel voler raccontare la storia di origini di un nuovo personaggio creato appositamente per il film, mentre le figure più iconiche e amate del franchise passano loro malgrado in secondo piano, tra dialoghi imbarazzanti e una recitazione assai discutibile. A fare da contraltare però vi è una ricercatezza assoluta nella fedeltà delle spettacolari coreografie che tengono viva l’azione per i 109 minuti di durata, corredata da una brutalità sanguinolenta ben nota agli appassionati dei videogiochi. Ed è probabilmente questo il motivo che spingerà molti fan ad avvicinarsi al film. 

Forse per un videogioco che ha fatto la storia dei picchiaduro ci saremmo aspettati decisamente qualcosa di diverso in fase di adattamento cinematografico.

Nulla da eccepire per quanto riguarda l’edizione home video, che invece si presenta come un pacchetto completo dal punto di vista dei contenuti e solido anche per quanto riguarda l’ambito audio/video. 

Blogger professionista. Lavora a diversi magazine online come CartoonMag.it. Collabora con UpGo.news per la creazione di analisi originali, notizie e prove su strada dei servizi telco. Giovanni Ino su Facebook.

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