Sharon Stone a Che tempo che fa “E’ stato subito chiaro che una mascherina non era poi così diversa da un preservativo”

Sharon Stone a Che tempo che fa

Attrice di grande talento, fascino e sensualità, grande donna lottatrice e impegnata in varie cause importanti come quella di raccogliere fondi per i malati HIV e per la ricerca scientifica di una cura per l’AIDS, oggi Sharon Stone é tante cose oltre ad essere bellissima ed elegantissima come sempre.

In collegamento a Che tempo che fa con Fabio Fazio su Rai tre l’attrice si é raccontata molto attraverso la sua auto biografia “Il bello di vivere due volte“. Ecco i passaggi salienti della lunga intervista.

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“Ho dedicato tanto tempo a occuparmi delle malattie infettive con il mio lavoro con la comunità sieropositiva e (rispetto al Covid) è risultato subito chiaro che una mascherina non era poi così diversa da un preservativo”. Così Sharon Stone, ospite in esclusiva tv a Che tempo che fa su Rai3. 

“Abbiamo questa opportunità di proteggerci, di aiutare noi stessi quando ci troviamo di fronte a una malattia infettiva, quindi dobbiamo davvero tutti indossare una mascherina, è davvero molto importante, indossare una mascherina è la risposta fino a quando non saremo tutti vaccinati, questo è il modo per eliminare il contagio delle malattie infettive e siamo davvero fortunati ad avere l’opportunità di essere vaccinati. È un po’ come è successo con il vaiolo, la poliomielite e tutte le malattie che hanno colpito tutte le nostre nazioni e siamo fortunati perché possiamo continuare ad aiutare la comunità scientifica ad affrontare e a lottare contro le patologie infettive”. 

Sharon Stone a Che tempo che fa

La petizione per la sospensione dei brevetti dei vaccini anti-Covid.

“Il Signor (Muhammad) Yunus (Premio Nobel per la Pace 2006) e io abbiamo deciso di provare a bloccare questo problema delle licenze dei vaccini in modo tale che tutti abbiano l’opportunità di essere vaccinati e così abbiamo dato inizio a una petizione proprio all’inizio della crisi Covid. Abbiamo avuto un’opportunità fantastica quando 150 leader globali hanno firmato questa petizione. È stato un sostegno fantastico quello che abbiamo ottenuto. Adesso il nostro Presidente Joseph Biden e Kamala Harris la Vice Presidente sono molto attivi nel movimento per fare in modo che tutti vengano vaccinati e sono orgogliosa che adesso siano attivi anche nell’aiutare altri Paesi a essere vaccinati”. 

L’emorragia cerebrale che la colpì nel 2001.

“Si è rotta la mia arteria vertebrale, ho avuto un’emorragia cerebrale per 9 giorni e poi un ictus. Avrei avuto pochissime possibilità di recupero però le preghiere globali e il fatto che io le abbia accettate e ne sia stata così grata mi hanno aiutata. Poi è stata la forza e la determinazione del medico, il Signor Lawton, che mi ha aiutata tantissimo; sono stata così fortunata, sono sopravvissuta. Penso che tutte le persone che ho incontrato e che hanno avuto un’esperienza di vita simile, e ne ho incontrate parecchie in effetti che hanno avuto queste esperienze davvero dure nella vita, hanno reagito come me. Tutto sommato siamo tutti una famiglia globale adesso che stiamo attraversando questa crisi del Covid. Tanti di noi hanno affrontato il trauma, la perdita e crisi davvero complessissime. In un certo senso ora non sono da sola nel capire cosa significa analizzare il trauma. Adesso guardiamo le cose in modo diverso, il 2020 sicuramente è stato l’anno della chiarezza. Abbiamo dovuto guardare a chi siamo veramente e a come possiamo affrontare il trauma insieme”.

La cerimonia degli Oscar del 2002 con John Travolta.

“È stato un momento davvero importante per me. Ero proprio nel momento in cui riuscivo nuovamente a camminare, anche se la vista non l’avevo recuperata del tutto. John è davvero un amico e una persona adorabile, è buono, mi ha fatto davvero un grande regalo, mi ha dato la sensazione che con un amico e naturalmente con la buona volontà sarei stata bene, che ce l’avrei fatta, che sarei riuscita ad andare avanti”.

La Cerimonia degli Oscar 1996 e il vestito rovinato.

“Avevo il mio vestito per gli Oscar, doveva arrivare, lo aveva confezionato Vera Wang ed è finito schiacciato da un camioncino con una bella impronta di pneumatico sul davanti. Alla fine agli Oscar ho indossato una maglietta nera”.

La telefonata tra Muhammad Ali e il padre di Sharon Stone.

“Ali era al concorso di Miss Pennsylvania, mi ha vista e poi ha telefonato a mio padre e mi ha offerto una parte nel suo film. Mio padre ha risposto che non sarei mai stata un’attrice e che sarei andata all’università. Ali ha detto a mio padre che poteva nascondermi in qualche modo ma non sarebbe stato in grado di nascondere la mia luce e che sarei diventata una star del cinema e mio padre ha risposto ‘Sì, lo vedremo!’”.

Casinò”, Martin Scorsese e Robert De Niro.

“Martin Scorsese è la leggenda di cui parlano tutti. È il regista con il quale tutti sogniamo di lavorare. Robert De Niro è Robert De Niro, non ci sono storie, è esattamente come uno lo si immagina, è il più grande, è l’attore più straordinario e poi è anche una persona fantastica, che dice quello in cui crede, è davvero vero con se stesso, è una persona molto onesta e questa è una cosa che mi piace”.

Basic Instinct” ha cambiato il modo in cui la gente mi guardava, non ha cambiato me o la mia vita.

“[Basic Instict] ha cambiato il modo in cui la gente mi ha guardata e mi ha trattata. In realtà non penso che abbia cambiato me o la mia vita, c’è voluto parecchio tempo per riconoscerlo e per capire che quel comportamento non riguardava me, riguardava gli altri”.

Il Bello di Vivere Due Volte” una autobiografia vera, reale.

“Ho deciso di scrivere un’autobiografia vera, reale e credo davvero che si sia arrivati in un momento in cui le donne hanno la possibilità di dire la verità, e questo è il significato di ‘Me Too’. Abbiamo la possibilità di raccontare la nostra vita e di aspettarci che le persone si comportino correttamente circa le nostre vite”.

Sull’Italia e su Papa Francesco.

“Adoro l’Italia e mi piacciono tantissimo gli italiani, particolarmente mi piace il calore e la gentilezza degli italiani. Tra l’altro sono una grandissima fan di Papa Francesco, credo davvero che questo Papa abbia voluto includere tutti quanti, non soltanto alcuni e non soltanto i cattolici. Penso stia cercando di fare il proprio meglio per il maggior numero di persone possibili per fare del bene. Io ho avuto un’opportunità fantastica di lavorare con il Papa su una raccolta fondi per creare ospedali nel Sud Sudan. Quello è stato davvero entusiasmante.

Tutte le volte che ho l’opportunità di creare strutture sanitarie attraverso raccolte fondi, che sia con il Vaticano o con la Croce Rossa che è molto attiva in Italia, io mi sento orgogliosa. Penso che gli italiani cerchino sempre di fare uno sforzo per garantire la cura e la prosperità non soltanto per il popolo italiano ma molto di più per gli immigrati che vengono da tanti Paesi. Ho avuto la fantastica opportunità di lavorare con Betty Williams, premio Nobel per la Pace, che ci ha aiutato a finanziare e a costruire la Città della Pace e questa è stata un’esperienza incredibile. Poi ho lavorato anche con Andrea Bocelli e con la sua Fondazione perché abbiamo cercato di sollevare le persone dalla tragedia del terremoto. Insomma, ho lavorato per tantissime persone fantastiche in Italia”.      

Blogger professionista e da sempre appassionato esperto di telecomunicazioni, serie tv e soap opera. Giuseppe Ino è redattore freelance per diversi siti web verticali. Ha fondato teleblog.it, tivoo.it, mondotelefono.it, maglifestyle.it Ha collaborato tra gli altri anche con UpGo.news nella creazione di post e analisi. Collabora con la web radio Radiostonata.com nel programma quotidiano #AscoltiTv in diretta da lunedi a venerdi dalle 10 alle 11.

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