Ascolti TV USA: ecco perché i Live+Same Day diventano sempre più irrilevanti

Gli ascolti Live+Same Day diventano sempre più irrilevanti per i network americani

Come probabilmente avrete notato, in queste settimane in cui ha preso il via la programmazione della nuova stagione televisiva USA, su Teleblog non sono ritornarti i nostri puntuali report sugli ascolti delle reti broadcast americane.

Per quanto il Covid-19 abbia influenzato negativamente sulla produzione di nuovi show, che hanno subito delle battute di arresto nella programmazione, con The CW che ha deciso di rimandare tutto al nuovo anno, la nostra decisione di non riportare quei pochi dati di ascolto diffusi dai network è dipesa unicamente da alcune precise scelte adoperate dai network americani.

Verso la fine dello scorso anno, ABC e FOX hanno infatti deciso di non fare più affidamento sugli ascolti della messa in onda in diretta e delle registrazioni DVR previste nelle 24 ore successive. Parliamo dunque dei fantomatici ascolti “Live+Same Day”, ovvero quelli che puntualmente abbiamo riportato nel corso di questi ultimi due anni durante le 24 ore successive alla programmazione.

Essendo la TV cambiata, grazie al dilagante fenomeno delle piattaforme streaming, ma anche dei servizi di contorno legati alle stesse reti broadcast, la programmazione televisiva sta mutando il proprio approccio nei confronti del pubblico.



Per citare le parole di Karey Burke, presidente di ABC, “un tempo il pubblico pianificava le proprie vite intorno alla televisione, mentre adesso è la televisione ad essere pianificata intorno alle vite del pubblico/consumatore“.

Si verificano infatti dei casi in cui gli show meno fortunati in diretta, riescano ad ottenere performance nettamente migliori anche a distanza di due o tre giorni grazie alle repliche.

Secondo l’analisi riportata da FOX, nel comunicato in cui lo scorso anno giustificava la sua decisione, più di un terzo degli ascolti nella fascia demografica 18-49 si piazza fuori dalla finestra delle prime 24 ore di messa in onda grazie alle registrazioni, all’on-demand e allo streaming tramite app. Nello specifico, la metà delle inserzioni pubblicitarie a disposizione della rete vengono vendute su una base C7 (settimanale), di conseguenza la monetizzazione passa per vie alternative che coinvolgono anche piattaforme digitali che coinvolgono i network associati come Fox Now, e Hulu.

Questo cosa significa quindi? Che nell’ottica del futuro di un prodotto televisivo, reti televisive come FOX e ABC, non terranno più considerazione degli ascolti “live plus same-day” come una priorità nelle loro decisioni più critiche, ma cercheranno di tenere più strettamente in considerazioni i dati “live plus-3” e “live plus-7”, anch’essi sempre diffusi da Nielsen. Si tratta di una pratica che è già stata adottata da tempo anche dalle reti via cavo e che va sempre più in direzione di un modello estremamente simile a quello delle piattaforme streaming come Netflix e Amazon, che valutano il successo di un prodotto sui trend e sulle visualizzazioni accumulate nelle prime settimane di permanenza in catalogo.

Un cambiamento questo che insegue proprio le mutazioni del mercato televisivo, in cui il palinsesto tradizionale ha lasciato il posto alle app e alla playlist dei contenuti liberamente gestibile dal tasto di un telecomando.

Fonte: variety

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