Perché su Disney+ sono arrivati i classici di Benigni e Troisi?

Ecco perché diversi classici italiani sono arrivati (o sono in arrivo) su Disney+

Come sicuramente avrete notato, lo scorso 18 settembre hanno fatto il loro esordio sulla piattaforma streaming di Disney+ una serie di classici film italiani con protagonisti il compianto Massimo Troisi e Roberto Benigni: Il Postino, La vita è bella, Pinocchio (2002) e Non ci resta che piangere.

Dal 16 ottobre sarà poi il turno anche di alcuni cult di Aldo, Giovanni e Giacomo come Tre Uomini e una gamba, Così è la vita, e Chiedimi se sono felice. 

Si, l’inserimento in catalogo di questi prodotti può risultare effettivamente straniante, dato che sembrano essere avulsi dalla linea editoriale del servizio di Disney+. Ma quindi come mai hanno fatto capolino in catalogo?

L’inserimento in catalogo di questi prodotti appartenenti al cinema italiano arrivano direttamente dal decreto Franceschini, ufficializzato circa tre anni fa e che obbliga tutte le piattaforme streaming e le reti televisive attive nel nostro territorio ad aumentare la quota di produzioni italiane messe in onda nella fascia di prima serata, cioè quella con maggior audience, compresa tra le ore 21 e le 23.

Per le emittenti private si tratta di almeno un film o una fiction italiane a settimana per ogni canale tv, mentre per la Rai si tratta di due ogni sette giorni. Aumentano in modo consistente, poi, gli investimenti obbligatori in produzioni italiane e comunitarie: la nuova legge prevede che questi passino gradualmente dal 10 al 15% per le televisioni private e dal 15 al 20% per la Rai. L’entrata a regime è fissata al 2020. Aumenta leggermente e gradualmente anche la quote minima di ricavi annui riservata alle opere cinematografiche italiane, che passerà dal dal 3,2 al 4,5% per le private e dal 3,6 al 5% per viale Mazzini.

Nel caso specifico delle piattaforme streaming come Netflix, Amazon e Disney+, dovranno proporre in catalogo una quota fissa minima di produzioni comunitarie all’interno della loro offerta e che si adeguino alle televisioni tradizionali attive negli Stati membri nell’investire parte dei loro ricavi nella produzione di contenuti originali.

Mentre Netflix e Amazon si sono già adeguati negli ultimi due anni, Disney+ è un servizio attivo ancora da pochi mesi, tuttavia non possiamo certamente che lodare la loro scelta di adeguarsi a queste normative attingendo direttamente dai grandi classici del nostro cinema, con una categoria dedicata a parte denominata Stunt: un contenitore che nei prossimi mesi ospiterà tutte le produzioni nostrane.

Le novità di ottobre 2020

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.