Kingdom Hearts potrebbe essere la prossima serie tv ispirata al mondo del gaming

Il rumor è di quelli grossi, che potrebbero far sobbalzare i fan di tutto il globo: Kingdom Hearts potrebbe diventare una serie tv, su Disney+. A rivelarlo sarebbero state fonti vicine a WGTC, secondo le quali lo studio sarebbe già al lavoro su questo progetto. Fossero confermate, queste voci sarebbero capaci di deliziare i tantissimi appassionati di una delle saghe videoludiche più famose e apprezzate di sempre, il cui primo capitolo è datato 2002 e che ai suoi albori era già un’idea molto ambiziosa ma pressoché irrealizzabile. Far coesistere i personaggi di Square Enix, in particolare di Final Fantasy, e quelli Disney si è invece rivelata una mossa più che vincente. Il risultato sono stati ben 13 capitoli, quasi tutti con protagonista il leggendario trio formato da Sora, Pippo e Paperino. Soltanto l’ultima uscita, Kingdom Hearts 3, ha piazzato 5 milioni di copie sono nella prima settimana, un dato che dovrebbe bastare a rendere l’idea sulla fama della saga ideata da Tetsuya Nomura. 

Per quanto riguarda l’eventuale serie tv, non è da scartare l’idea di un reboot, visto che in quasi un ventennio la trama di Kingdom Hearts è diventata sempre più complessa. Potrebbe quindi essere difficile non tralasciare nessun passaggio del plot del videogioco.

Nel mondo del cinema, quello di realizzare lungometraggi e saghe cinematografiche ispirate ai giochi è un fenomeno affermato da tempo. Basti pensare a “Warcraft – L’inizio”, film del 2016 basato sulla celebre saga di videogiochi, o a “Il giocatore – Rounders”, caposaldo delle pellicole ispirate al mondo del gaming che nei prossimi anni potrebbe avere anche un sequel. Di recente, però, anche la televisione ha seguito con successo la strada intrapresa dal cinema.

L’esempio più celebre, almeno in tempi recenti, è quello di “The Witcher”, serie tv Netflix che ha cavalcato il successo della saga di videogiochi sviluppata da CD Projekt Red, a sua volta ispirata ai libri dello scrittore polacco Andrezj Sapkowski. Soltanto nel periodo di tempo che intercorre tra gennaio e febbraio The Witcher è diventata la serie tv più popolare del globo, un successo che si deve a una storia avvincente e mai scontata. Il punto di forza principale, proprio come nei libri e nei videogiochi, sono probabilmente i personaggi.

La classica divisione tra “buono” e “cattivo”, in The Witcher, è più che sottile. Il grigio è, metaforicamente parlando, il colore dominante dello show Netflix. Non ci sono scelte giuste e scelte sbagliate, proprio come spesso accade nella vita, ma solo motivazioni più o meno condivisibili. Per il resto, a catturare l’attenzione dello spettatore è un mondo fantasy medievale, ricco di mostri che il Witcher, interpretato da Henry Cavill, ha il compito di eliminare.

Un’altra serie tv ispirata la mondo del gaming degna di nota è quella di Castlevania, anch’essa realizzata da Netflix. Anzi, lo show ispirato alla celebre saga videoludica nata nel 1986 è forse la miglior opera del suo genere. Castlevania ha il grande merito di dipingere efficacemente Dracula come un criminale dalle mille sfaccettature in grado di accattivare dall’inizio alla fine e di farlo con una cura e una maestria artistica degna del suo nome.

Chiudiamo con un’altra serie animata che vanta ormai decine di stagioni e che deve, almeno in parte, il suo successo all’omonimo videogioco: Pokémon. Le avventure di Ash Ketchum e del suo inseparabile compagno Pikachu hanno deliziato tutti gli spettatori alla fine degli anni ‘90. Pokémon è un’altalena di emozioni che alterna momenti teneri e deliziosi ad altri frenetici e adrenalinici. Il fiore all’occhiello sono ovviamente le famose creaturine di proprietà di The Pokémon Company che popolano il mondo immaginario della serie animata e che sono tutt’oggi protagoniste di mille avventure.

Il mondo della televisione ha deciso di non rimanere a guardare ormai da tempo, realizzando serie tv in grado di rivaleggiare con film famosi in tutto il mondo. Gli esempi migliori, da The Witcher a Pokémon, sono però soltanto un assaggio di quello che il futuro potrebbe riservarci.

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