Striscia la notizia e il falso fuori onda di Matteo Renzi che critica Conte: si chiama deepfake

Che il deepfake sia una tecnologia in auge già dal 2017 e sia ben voluta da tutte quelle aziende che investono non solo in nuove tecnologie ma nella realtà aumentata é un conto ma quando questo tipo di tecnologia viene utilizzata da un tg satirico come Striscia la notizia che da anni si spaccia per programma di inchieste e di attualità la cosa é decisamente preoccupate.

In un periodo storico in cui tante persone ancora credono alle fake news, mostrare in un programma cosi popolare un falso fuorionda di Matteo Renzi che parla male e prende per i fondelli alle spalle l’attuale Presidente del Consiglio Giuseppe Conte spacciandolo per vero e applicando anche la scritta “Esclusivo” é davvero molto grave e anche preoccupante, anche perché poi questo genere di video ci mettono un attimo a diventare virali. Il video di Striscia lo trovate cliccando questo link.

Subito dopo il video tornati in studio, Ezio Greggio si é subito affrettato a chiarire e specificare che non si tratta di Matteo Renzi ma rimane comunque preoccupante che si possa utilizzare una simile tecnologia in un programma che oltre l’intrattenimento vorrebbe anche informare.

La tecnologia consiste nell’animare il volto di una persona tramite la sovrapposizione dei movimenti facciali di un’altra persona.




La reazione di Anzaldi sul deepfake

Ricci e la sua trasmissione sono come sempre all’avanguardia e ci hanno fatto conoscere per primi in italia il fenomeno della Deep fake news. Adesso però conosciuto il fatto, sarebbe opportuno, anzi è doveroso, che le autorità competenti mettano dei paletti per capire cosa si può fare e dove non si può andare oltre”. E’ quanto dichiara il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un’intervista al sito “Affaritaliani.it”, a proposito del falso fuorionda di Matteo Renzi creato con l’intelligenza artificiale e andato in onda nella prima puntata di “Striscia la notizia”.

Era già successo un caso simile qualche tempo fa – prosegue Anzaldi – con uno scherzo al presidente della Corte costituzionale, Valerio Onida, vittima grazie ad un artifizio tecnologico, che in pratica fotocopia il tono della voce, di un grave scherzo della redazione della Zanzara che creò parecchi danni di immagine tanto da ipotizzare reato di sostituzione di persona, tipologia di reati ‘che, in quanto – delitto contro la pubblica fede – sono illeciti’ come ci ricorda l’ex presidente della Consulta.

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