Pop Economy

Donne, ambiente, calcio e moda: le nuove rubriche di Pop Economy

A soli 5 mesi dalla prima messa in onda, POP Economy cresce e diventa XL, e a partire da domenica 3 marzo è pronta a proporre al pubblico, accanto al formato snack, che prevede pillole video da 2 minuti, ideali per una fruizione su smartphone e tablet, il long form da 12 minuti concepito per una fruizione più classica, di tipo televisivo.

Allora via libera ad inchieste ed approfondimenti, per una partenza alla grande con ben nove rubriche focalizzate su tematiche attuali e sempre legate al mondo dei Millennials, target di riferimento della piattaforma multimediale e due volti nuovi: Serena Savardi e Maria Vittoria Vannucchi, per raccontare al pubblico l’economia e l’alta finanza.

MODA su Pop Economy

I format da 12 minuti che vanno ad arricchire nuovo palinsesto di Pop Economy sono: “Donne”, una rubrica che, proprio in vista dell’8 marzo, denuncia le ancora numerose inuguaglianze di genere che sussistono nel mondo del lavoro; “Winston” che racconta il Regno Unito al tempo della Brexit; “The Italian Job” focalizzato sulle avventure imprenditoriali dei giovani italiani all’estero; “Green Food Adventures”dedicato all’arte del good food e alla ricerca del cibo davvero sano; “Green 2” che affronta tematiche come l’ecologia e l’economia della natura, per tutelare il pianeta dall’inquinamento; “Calcio” che rivela tutto il business che ruota intorno al mondo del pallone; e ancora “Start Up” “Moda”, rispettivamente dedicati al mondo degli startupper, per capire come riconoscere l’idea vincente e  realizzarla al meglio e al settore del fashion analizzato non solo dal lato più luminoso; per finire con Keywords, rubrica che di volta in volta trae spunto da una parola densa di significato che parte con una puntata di e con Francesco Specchia, direttore di Pop Economy, focalizzata sul termine “Zombie”, per affrontare il mito di questi esseri oscuri fino ad arrivare all’economia tossica.

Insomma una crescita a 360° che fa fare un salto di qualità a Pop economy, dimostrando che è possibile raccontare l’economia ai giovani come fosse un luna park.

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