A very english scandal, su Foxcrime l’esclusiva miniserie con Hugh Grant

A-very-english-scandal-Hugh-Grant

L’episodio più noto di uno scandalo sessuale-politico d’oltremanica è raccontato in A very english scandal, in prima visione assoluta dal 23 novembre, ogni venerdì alle 21.55 su FoxCrime (Sky, 116), la miniserie televisiva britannica in tre episodi basata sull’omonimo libro di John Preston che descrive il caso Thorpe degli anni ’70. L’ex leader del Partito Liberale inglese, Jeremy Thorpe interpretato da Hugh Grant, fu processato per aver cercato di uccidere il suo presunto ex amante, Norman Scott Ben Whishaw (Cloud Atlas). Il killer assoldato era un ex pilota di aerei di Blackpool, Andrew «Gino» Newton (Blake Harrison) che però, armato di una pistola Mauser, invece di assassinare l’ex amante del politico Scott, uccide il suo cane, un danese di nome Rinka.

Thorpe era un uomo di alta classe, con un’istruzione elevata, appartenente a una famiglia con una lunga storia nella politica britannica. La sua carriera era decollata nei primi anni ‘60 quando il Paese aveva leggi molto severe contro l’omosessualità. Le leggi non sono state modificate fino al 1967 e Thorpe, nascondendo il suo passato, ha poi contribuito al buon esito della legge per ‘legalizzare’ l’omosessualità.




La serie tv, scritta da Russell T. Davies (Doctor Who) e diretta da Stephen Frears (Le relazioni pericolose e 2 Oscar nomination per The Queen e The Grifters), a inizio estate è andata in onda su BBC e ha portato alla scoperta che uno dei protagonisti-chiave è ancora vivo. Newton, il presunto killer, non è morto come si pensava, ma vive sotto il falso nome, Hann Redwin, nel Surrey.

Hugh Grant interpreta un grande uomo politico mostrandone il lato più umano, come quando si rende conto di amare davvero il modello Scott e che la prima parte della sua vita, quando nascondeva la sua sessualità, è stata tra le più tristi e che i suoi ‘finti’ matrimoni lo hanno lasciato più solo che mai. Per anni la sua origine altolocata lo ha aiutato a proteggere la sua presunta omosessualità ma nel 1976, quando la questione viene a galla, è costretto a fare passi indietro e a rinunciare alla sua carriera politica.