Lessico famigliare, Massimo Recalcati in un viaggio negli archetipi della società di oggi

Lessico famigliare, Massimo Recalcati in un viaggio negli archetipi della società di oggi

Massimo Recalcati, psicanalista e scrittore conduce Lessico famigliare, da lunedi 7 maggio in seconda serata Rai tre e ci conduce in un viaggio alla scoperta e riscoperta degli archetipi su cui si fonda la società di oggi ossia la famiglia e i suoi rappresentanti principali, ruoli che definiscono la personalità del singolo che poi va a rapportarsi con gli altri.

Un viaggio arricchito da da interviste, contributi filmati, letture di testi, citazioni cinematografiche. Ogni puntata sarà dedicata a un singolo tema, prendendo spunto di volta in volta da un famoso sceneggiato della Rai, mentre il pubblico in studio si trasformerà in vero protagonista del programma, animando il dibattito con Recalcati sull’esperienza di essere padre, madre, figlio o educatore. Ci sarà anche il contributo di un ospite famoso, che metterà il proprio vissuto – privato o professionale – al servizio del tema all’ordine del giorno. La scenografia dello studio suggerirà una sorta di viaggio nella psiche che è poi il fil rouge di tutta la serie: la potenza della parola al servizio della forma più antica di comunità, la famiglia, per spiegarla e capirla meglio.



Lessico famigliare. Prima puntata – La madre

Quante tipologie di madre esistono? Tante. Una ad esempio è Maria, la madre di Gesù. Poi ci sono le due madri descritte nella celebre parabola di Re Salomone, letta dalla voce di Anna Bonaiuto. Quindi la madre che vuole il figlio per sé, al costo della vita stessa del figlio, e la madre che invece, per amore della vita del figlio, è disposta a lasciarlo andare. Poi la madre coccodrillo, descritta dallo psicoanalista Jacques Lacan, la madre che divora il figlio e lo tiene stretto tra i denti. E quella che percepisce la maternità come un handicap, un ostacolo alla realizzazione di sé o una minaccia alla propria femminilità. È il caso del personaggio interpretato da Ingrid Bergman in «Sinfonia d’autunno», capolavoro cinematografico di Ingmar Bergman.

Ma anche la maternità positiva, forse quella in cui tutte queste spinte, che abitano ogni donna, coesistono senza prendere il sopravvento, grazie a una speciale consapevolezza di sé in quanto madre, che sa di essere madre e non smette di essere donna, che ama il proprio figlio e ne ama anche l’autonomia e il giusto desiderio di libertà. Madre di due figli è l’attrice e scrittrice Carla Signoris, che racconta la sua storia in un’intervista.

Giuseppe Ino

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