Andrea Di Maria, volto di Casa Surace tra cinema, fiction e Sanremo: la nostra intervista

Andrea Di Maria per Teleblog

Andrea Di Maria è il volto irriverente e canzonatorio con il fascino e l’elusività dell’eterno ragazzo di Casa Surace, un Peter Pan della comicità che ha dimostrato di essere anche uno tosto e determinato nella terza stagione della serie Gomorra. Fin dall’adolescenza Andrea si è dedicato al teatro, ma negli ultimi anni il cinema e la tv lo hanno rapito: in primavera, infatti, lo vedremo nel film di Francesco Prisco, Bob&Marys, insieme a Rocco Papaleo e Laura Morante e nel film di Vincenzo Salemme, Una festa esagerata. In questi giorni è partito con gli amici di Casa Surace dal Sud per raggiungere il palco più ambito dagli artisti, quello del Festival di Sanremo.

Come state vivendo in questi giorni la notizia che sarete sul palco più ambito dagli artisti?

La notizia della nostra presenza al Festival di Sanremo è stata accolta con molto entusiasmo sia dai nostri followers sia da tutto lo staff, poiché è una tappa molto importante per la crescita di Casa Surace.

Non sarà una normale partecipazione al festival dei fiori, ma un vero e proprio viaggio. Siamo partiti il 22 gennaio dal Sud con un pacco vuoto che i nostri fans riempiranno lungo il nostro percorso fino alla città ligure, un modo per incontrare persone, scambiare opinioni, risate, storie, stories, selfie e prodotti  locali… ovviamente il nostro vero obiettivo è di fare assaggiare ‘o caciocavallo a Claudio Baglioni!

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Grande successo con Casa Surace. Qual è stato il vostro primo video postato?

Il primo video caricato sulla nostra pagina Facebook è datato aprile 2015 e si chiama “La Pasqua ai tempi dei social network”. Abbiamo immaginato come sarebbe andata l’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli se fossero esistiti smarthphone, tablet e pc collegati a internet. Il risultato è stato esplosivo e il video fu caricato da moltissime pagine e siti internet tanto da raggiungere quasi venti milioni di views totali.

Questo video ci ha dato la consapevolezza che potevamo realizzare qualcosa d’importante e ci ha dato la spinta per andare avanti in un mondo nuovo e in continua evoluzione come quello del web.

 

La mamma di casa Surace è la grande attrice Antonella Morea. Com’è lavorare con lei?

Antonella Morea è una grandissima attrice, che ha fatto la storia del teatro napoletano e non solo… Ci siamo sempre sfiorati, artisticamente parlando, ci siamo dati il cambio nella compagnia di Vincenzo Salemme, ma non eravamo mai riusciti a lavorare insieme. Quando si presentò l’occasione per l’inserimento di un personaggio del genere all’interno di Casa Surace, subito pensai ad Antonella, la quale accettò con grande entusiasmo questa sfida, sinonimo di grande intelligenza e apertura.

La ricetta è collaudata: Antonella porta con sé tutta l’esperienza, la carica, l’energia, l’immenso talento e noi la incanaliamo in un contenitore del tutto nuovo. Ormai tutti amano la nostra mamma del Sud.

Spiegami un po’ le parentele in Casa Surace. Tra te e Pasquale. I nonni chi sono, la sorella… Vogliamo un po’ inciuciare

Casa Surace è nata come casa, si è sviluppata come condominio ed è diventata un paese, e questo paese si chiama Sala Consilina, il mio paese di origine e quasi tutti i video vengono girati lì. È un paese set, in cui ogni cittadino diventa parte integrante della troupe e mette a disposizione le proprie conoscenze. È una famiglia allargata, ormai siamo tutti parenti e non sappiamo più a chi apparteniamo veramente. Nonno Andrea è diventato il nonno di tutti e noi siamo tutti nipoti di Nonna Rosetta. Il nostro sogno è di costruire degli Studios a Sala Consilina e farla diventare una città in cui si produce e si respira cinema, una piccola Cinecittà, anzi Cinepaese!

C’è qualche critica in particolare che hai apprezzato dai followers?

Sì, mi ha colpito molto la critica di un ragazzo del sud, dice che: “mettiamo poca roba da mangiare nei nostri video e non si rispecchia”.

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Hai lavorato con dei grandi registi, da Olmi ai fratelli Taviani. Qualche aneddoto particolare successo o consiglio ti hanno dato sul set?

Ho avuto la grande fortuna di lavorare con dei Maestri del cinema italiano, per me è stato un viaggio interiore oltre ad una grandissima crescita artistica.

Mi ha colpito molto il loro modo di approcciare al cinema, sul set era come tornare indietro nel tempo e respirare quell’atmosfera dissolta negli anni, sono degli artigiani meticolosi di una modernità spiazzante.

Nel film di Ermanno Olmi, Torneranno i prati, io interpreto un conducente di mulo, un soldato che portava il rancio alle trincee e nelle vallate innevate cantava canzoni napoletane. Cantava così bene che le truppe austriache non gli sparavano per sentirlo intonare ancora quelle meravigliose melodie partenopee, era l’unico che poteva camminare all’aria aperta, a testa alta e senza paura, un personaggio realmente esistito. Le canzoni le registrammo a duemila metri di altezza, immerso nella neve, sull’altopiano di Asiago e mi ricordo che appena finii di cantare, Ermanno si avvicinò, con gli occhi umidi, mi abbracciò e disse: “Se il mondo ricominciasse a cantare in napoletano, tutto tornerebbe a funzionare“.

È stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita.

Fai anche molto teatro. Pensi di scrivere qualche commedia?

Ho cominciato a fare teatro all’età di sedici anni nella compagnia dell’immenso e indimenticato Mario Scarpetta, è stato come un padre per me e ho sofferto talmente tanto la sua perdita che avevo deciso di abbandonare questo mestiere.

Poi fortunatamente ho incontrato sul mio cammino tante persone e personaggi di spessore i quali senza chiedere niente in cambio, mi hanno restituito ciò che avevo smarrito. Ho fatto teatro per sedici anni, poi nella vita bisogna fare delle scelte e ho deciso di intraprendere un percorso diverso il quale mi ha portato ad allontanarmi dal teatro, ma l’amore, quello vero, ti capisce e ti aspetta, anche per tutta la vita.

Che fine ha fatto Tony Cotina?

Tony Cotina è stato un po’ il padre di Casa Surace, un personaggio fuori dagli schemi, irriverente, anarchico e appartiene a un determinato periodo della mia vita. È imprevedibile, ogni tanto ritorna in qualche video in cui c’e bisogno di un po’ di follia musicale e poi sparisce n’ata vota!

Progetti futuri?

In primavera debutteranno nelle sale due film che ho girato nell’autunno scorso,

Bob&Marys di Francesco Prisco con Rocco Papaleo e Laura Morante, nel quale interpreto Mario, il marito della figlia della coppia protagonista, un metronotte pieno di fobie e insicurezze e Una festa esagerata di Vincenzo Salemme, cui voglio un bene enorme, e in questo film interpreto il fidanzato della figlia di Salemme,

un ragazzo superficiale, schiavo del cellulare e delle stories di Instagram. E, poi, ad aprile iniziano le riprese di Gomorra 4.

Hobby… ma hai del tempo libero?

Il mio hobby è il mio lavoro!

Mi piace molto ascoltare musica e, quando ho la possibilità, mi piace andare  nei paesi, quelli piccoli, quelli sconosciuti, sedermi davanti ai bar più caratteristici e ascoltare le conversazioni dei signori anziani, che tra ricordi di gioventù e gioventù che non ha ricordi, litigano per una napoletana a coppe.

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Gomorra 3. Com’è stato lavorare in una serie internazionale?

Hai la continua sensazione di essere parte integrante di un progetto enorme, di una qualità altissima e unico nel suo genere e tutto ciò non solo lo percepisci, ma lo verifichi costantemente sul set. C’è un modo di lavorare e una professionalità che non ha nulla da invidiare alle serie americane, l’atmosfera che si respira è molto serena, tranquilla,  addirittura divertente, quasi a esorcizzare ciò che si sta raccontando. Il periodo di riprese è molto lungo, stancante, ma tutti hanno la consapevolezza che questa meravigliosa penna stia scrivendo la storia e questo genera un’energia fortissima.

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Il tuo personaggio ‘o Diplomato. Cosa ti piace e non ti piace di lui?

Mi piace il suo modo di stare in silenzio in mezzo a tutto quel caos, mi piace il modo di razionalizzare in un contesto in cui l’istinto e la ferocia sono alla base, mi piace il suo essere guardingo, mi piace il suo modo di saper aspettare il proprio momento, ovviamente dietro a tutto questo c’è un uomo marcio e questo non mi piace.

So che non puoi dirmi niente a proposito sullo sviluppo del tuo personaggio, ma dimmi almeno se hai già letto cosa succederà al tuo personaggio in Gomorra 4 e se ti piace…

Da com’è finita la terza stagione posso solo immaginare che i fratelli Capaccio, io e lo straordinario Carlo Caracciolo, prenderanno in mano il controllo del centro storico, ma la sceneggiatura di Gomorra 4 è in fase di scrittura, per cui le storie e lo sviluppo dei personaggi sono ancora top secret, ma anche se lo sapessi non te lo direi mai!

Intervista di Nicola Garofano