The Gifted 1×12/1×13: Recensione

Il doppio season finale di The Gifted chiude le porte della prima stagione per spalancare i cancelli ad una seconda stagione molto promettente. Ecco la nostra recensione di “X-tincion” e “X-roads”.

  • Titolo originaleThe Gifted
  • Paese – Stati Uniti d’America
  • Anno – 2017 (in corso…)
  • Genere – azione
  • Stagioni – 1
  • Episodi – 13
  • Durata – 47 min (episodio)
  • Lingua originale – inglese
  • Cast – Stephen Moyer, Amy Acker
  • Messa in onda italiana: 18 ottobre 2017 su FOX canale 112 di Sky

Arriva la resa dei conti anche per The Gifted, uno show iniziato sotto i migliori auspici che si è dovuto tuttavia confrontare con le tante avversità del mondo televisivo, con ascolti vertiginosamente crollati per strada nel corso di questa prima stagione.

In un panorama sempre più saturo, e nel quale Marvel TV ha percepito l’esigenza di dover svecchiare la formula supereroistica troppo camp (vedasi Runaways), FOX ha preferito confenzionare uno show pregno di tutte le tematiche che caratterizzano il mondo fumettistico e cinematografico degli X-Men, ibridandolo al genere del family drama.

Se Legion è stata da molti ritenuta troppo ermetica introspettiva, allontandando di conseguenza il pubblico più casual, la serie creata da Matt Nix agisce nell’esatto opposto cercando di far leva proprio sugli spettatori più generalisti concentrando le sue migliori qualità nell’intrattenimento.

La soluzione ha indubbiamente pagato, almeno nei primi episodi, offrendo al pubblico uno show molto movimentato capace di portare su scala ridotta (ma più ampia) le tematiche che hanno fatto la fortuna dei mutanti al cinema. La natura del racconto si è rivelata però scriocchiolante in più di qualche occasione, lasciando trasparire una conflittualità di idee alla base del prodotto che fortunatamente vengono mitigate proprio da questo doppio season finale.

E occhio, abbiamo detto mitigate, non sparite, perchè The Gifted vuole a tutti i costi mantenere viva le due anime supereroistiche e family drama, ma in questo finale gli elementi si amalgano piuttosto bene e raggiungono un punto d’incontro tale da soddisfare anche i palati più fini che proprio non sopportavano i ridondanti conflitti tra genitori e figli.

A fallire, se vogliamo, è proprio la messa in scena di una resa dei conti con i villain di turno che a conti fatti non esiste. La vera sfida di questo season finale è tutta ideologica, è interamente basate sulle scelte e le decisioni che dovranno prendere i protagonisti.

Lorna, manipolata a dovere dalle sorelle Frost accetta di buon grado l’eredità di suo padre per diventare la nuova guida del Club Infernale, ma questo comporta un prezzo amaro che la porterà a schierarsi contro gli ideali di Marcos e la rete mutante clandestina. E’ un finale nel quale si assiste alla rinascita di un conflitto per troppo tempo rimandato, “un nuovo mondo” nel quale la lotta tra razze è animata da conflitti da entrambe le parti. Questa dualità dettata dal fine giustifica i mezzi, al cinema e nei fumetti è sempre stata esplorata attraverso i punti di vista degli X-Men e la Confraternità. In The Gifted il concetto alla base è il medesimo, ed esplode proprio negli ultimi istanti, durante i quali anche la famiglia Strucker viene letteralmente scissa dagli eventi.

E’ un season finale amaro, oseremmo dire un “racconto di origini” sulla nascita di due nuovi gruppi mutanti in questo mondo che dovrà affrontare anche le conseguenze del gesto di Lorna. Un finale che inoltre racchiude uno scenario politico e sociale molto attuale negli Stati Uniti, con la presidenza Trump a mettere in discussione leggi civili e confronti etnici. In tutto questo non c’è nulla di originale, proprio American Horror Story aveva tratteggiato una soluzione analoga con l’ultima stagione, ma The Gifted si ritaglia l’attenzione di un pubblico più variegato, composto nella maggior parte anche da quegli spettatori nati e cresciuti leggendo storie formative nelle quali i confronti razziali sono sempre stati all’ordine del giorno.

Additiamolo come un clone meno ispirato degli X-Men cinematografici, ma The Gifted veicola tutti i suoi messaggi cercando anche i giusti pretesti per intrattenere lo spettatore. In questo scenario della nostra società moderna, abitata da persone che sfogano il proprio odio verso gli altri sui social network o nelle rivolte, The Gifted ci ricorda il giusto peso dei valori, e il rispetto verso chi è differente da noi in una maniera a suo modo convincente senza risultare pretenzioso.

Commento finale

Il doppio season finale di The Gifted è un perfetto affresco sul periodo oscuro e delicato che gli Stati Uniti (ma diciamo anche tutto il mondo) sta vivendo, mette in mostra una “guerra” razziale che sfortunatamente non abbandonerà mai gli animi degli essere umani, incapaci di comprendere i diversi, i quali a loro volta vivono nella previdenza respingendo l’odio con mezzi spesso violenti. Con questo finale The Gifted ci invita tutti ad essere più tolleranti verso ciò che non comprendiamo. Un punto di arrivo significativo per una prima stagione che fin dall’inizio voleva veicolare certi messaggi, fallendo tuttavia a causa della confusionaria gestione delle sue storie.

Questa conclusione rappresenta un punto di arrivo per tutti coloro che sono stati coinvolti in questa battaglia tra umani e mutanti, ma anche un nuovo riavvio ancora più legato alla mitologia fumettistica degli X-Men. Attendiamo davvero con grande curiosità la seconda stagione!

Blogger professionista. Lavora a diversi magazine online come CartoonMag.it. Collabora con UpGo.news per la creazione di analisi originali, notizie e prove su strada dei servizi telco. Giovanni Ino su Facebook.

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