Jacopo Cavallaro, dal 14 gennaio in “A testa alta – Libero Grassi” su Canale 5

Teleblog intervista Jacopo Cavallaro

Il giovane attore Jacopo Cavallaro darà ancora una grande prova della sua attorialità nel film tv, ‘A testa alta, Libero Grassi’, in prima assoluta su Canale 5, che andrà in onda il 14 gennaio. Racconta della vita dell’imprenditore Libero Grassi, interpretato da Giorgio Tirabassi, ucciso dalla mafia perché oppostosi alla richiesta di pizzo.

Dal 5 aprile, invece, sarà pubblicato online, sul canale Youtube, Un cuore in viaggio film in sette episodi scritti e diretti da Irene Cao e Jacopo sarà uno dei protagonisti, ma lo vedremo anche a teatro nei panni di Telemaco, nello spettacolo Odissea.

Sarà uno dei protagonisti del film tv, A testa alta, Libero Grassi. Potrà finalmente dire questo è il ruolo che mi consacrerà?

Il ruolo che interpreterò in Libero Grassi, non dico che spero mi consacri, ma almeno che abbia la giusta visibilità di pubblico. Spero che tutti credano realmente nella storia e nel personaggio. Compito dell’attore è far credere allo spettatore che il gioco sia vero, se riuscirò in questo intento avrò raggiunto la mia personale consacrazione.

Può dirci quale sarà il suo ruolo in Libero Grassi?

Il ruolo che interpreto è Salvino Madonia, figlio del noto boss Francesco Madonia. Sono un ragazzo che vive una realtà senza scampo o possibilità di scelta. Lui è l’assassino di Libero Grassi. Essendo un personaggio realmente esistito, il mio lavoro è stato molto più difficile, poiché non potevo aggiungere o inventare nulla di personale, ma limitarmi a interpretare un uomo che ha compiuto un’azione rimasta nella storia, d’Italia, della Sicilia e del mondo intero. Non ho voluto interpretare lo stereotipo del cattivo o del mafioso, ma dargli una sfumatura più umana. 

Ha preso parte a uno degli episodi di Un Cuore in Viaggio per la regia di Irene Cao che andrà prima su Youtube e poi un film? Mi spiega com’è la messa in onda e di cosa parlerà all’episodio cui ha partecipato e il suo ruolo…

Il film a puntate di Irene Cao, andrà in onda su Youtube ed è la versione cinematografica di una serie di libri che la stessa Irene ha scritto. Il mio ruolo, all’interno della serie, è quello del tenebroso amante latino, uomo che la stessa protagonista conosce in discoteca e da cui nascerà una sorta di amore molto passionale e intrigato. Ho la fortuna di interpretare ruoli dove l’amore e la passionalità escono sempre allo scoperto, mi sento in qualche modo un amante latino, forse anche per le mie origine sicule.

Jacopo Cavallaro, sul set del film Un cuore in viaggio di Irene Cao

Tornerà a teatro quest’anno?

Sarò in tournèe per l’Italia con lo spettacolo Odissea, in cui interpreto Telemaco, il giovane figlio dell’astuto Ulisse. È una grande esperienza che mi sta dando molte soddisfazioni, come solo il teatro sa darti del resto.

Qualcuno mi fece notare che con il teatro non si guadagna e preferisce fare fiction e film. Lei, invece, fa ancora molto teatro, perché?

Il teatro è qualcosa cui non posso rinunciare. Sì, è vero, non ci sono molti soldi e sovvenzioni ma la possibilità d’espressione che ti concede il teatro è immensa, io mi sento un umile figlio di questa grande arte e per quanto povera sia, la faccio sempre a testa alta, mi basta lo scrosciare degli applausi di una replica andata bene per ripagarmi di tutto.

Com’è vivere da bambino in una famiglia di artisti? E quali sono stati gli insegnamenti e i consigli dati sulla sua carriera d’attore?

La mia famiglia è stata un punto cardine nella mia carriera, tutti artisti, tra scenografi, musicisti cantanti e pittori. Io sto in mezzo a questo clima d’arte che mi ha sempre accompagnato e che mi permette di vedere questo lavoro come un gioco, lo stesso che ho sempre fatto da ormai quasi quindici anni. I miei genitori non mi hanno costretto in niente, le mie scelte sono state sempre ben ponderate, mi hanno solo permesso di respirare la polvere di un teatro che, ormai è pieno di polvere, ma una polvere magica.

Quali sono le sue passioni fuori dal set?

Fuori dal set, sono un irrefrenabile sportivo. Pratico le arti marziali da molto tempo ormai, il kung fu che, fin da piccolo, è stata un altra grande filosofia di vita che mi porterò per sempre. A volte mi alleno per ore e ore, nella riuscita di alcune particolari forme e movimenti, senza il sacrificio non si ottiene nulla. 

Come trascorre il tempo libero?

Oltre ad essere uno sportivo, sono anche un musicista. Ho scritto diversi brani musicali e suono svariati strumenti. Ogni tanto, quando il tempo me lo permette, faccio dei piccoli concerti della mia musica, e mio fratello Mattia, il vero musicista di casa, mi accompagna ogni volta con grande entusiasmo e passione.

Progetti futuri?

Per il futuro, non mi faccio mai un quadro ben preciso della situazione, mi piace vivere le cose e prenderle di petto, quando arrivano. Sicuramente, in primavera, girerò un mio corto dal titolo “U Lupu“, storia interamente ambientata alle pendici dell’Etna con una trama fantasy noir, scritta da me e di cui curerò anche la regia. E, poi, sarò impegnato sempre con il teatro con diversi spettacoli.

Cosa si augura per questo 2018?

Per questo nuovo anno appena arrivato, mi aspetto tanta, tanta voglia di fare, di combattere e di farsi notare. Spero che ci sia veramente la possibilità di uscire fuori allo scoperto e di donare nel mio piccolo tutta la mia arte.  

Nicola Garofano per Teleblog.it