Michele Morrone, il sexy tritone di Sirene al Capri Hollywood si racconta a Teleblog

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Michele Morrone il leading man della fortunatissima serie Sirene, uno stupendo tritone di nome Ares, ha catturato finalmente quel ruolo sfuggente da protagonista, diventando un sex symbol, anche se è riluttante su questa definizione datagli. È molto seguito su Instagram, l’unico social dove si possa curiosare su di lui, mantiene il suo fisico scultoreo facendo palestra e non altri sport e, non ha mai fatto il modello, nonostante la sua bellezza innata.

Non ci sono ancora voci sicure sulla seconda stagione di Sirene, ma vedremo a gennaio Michele protagonista di un film tv su Canale 5, Renata Fonte, sull’omicidio dell’assessore di Nardò, celebre per le sue battaglie in difesa dell’ambiente.

Abbiamo intervistato l’attore al Capri Hollywood, dove ha ricevuto il premio Capri Rising Star Award.

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Michele Morrone

Come stai vivendo il successo avuto con Sirene?

Abbiamo avuto il successo che speravamo, perché è una serie innovativa, che butta giù dei muri importanti rispetto a quello che è la città di Napoli. Una serie che parla di sirene, di amore e di fantasia, una cosa totalmente assurda e nuova, ci sono altre serialità geniali ma parlano di una Napoli in chiave negativa, dove gli eroi sono negativi mentre in Sirene gli eroi sono persone comuni, non sono neanche i marini. Vivo questo successo molto serenamente, mi fa piacere quando le persone mi fermano per un selfie.

Sei diventato anche un sex symbol…

(Ride.) La definizione sex-symbol, simbolo sessuale, non mi piace, sembra un po’ inopportuno. Tra l’altro mi hanno anche detto che sono diventato un’icona gay stupenda e questo mi fa piacere.

Credo sia normale che tu possa piacere sia agli uomini sia alle donne. Sei un bel ragazzo, hai un fisico statuario e sei anche un bravo attore…

C’è anche un però… sei anche bravo.  Sei alto, sei bello e c**** sei anche bravo come attore!

Ho voluto sottolinearlo per dire che non sei solo un “involucro”, ma qualcosa in più…

Ti ringrazio. Penso che, una persona di gradevole aspetto, debba anche avere qualcosa da dire dopo quindici minuti o rimarrà solo bella. Non sono un David, che è una statua bellissima che ti parla. Sono uno che deve parlare e se io non ho nulla da dire, rimango lì e non vado oltre.

Dopo Sirene hai ricevuto diverse proposte interessanti?

Sì, ho dovuto declinare a molte proposte. Io sono ancora giovane e vorrei seguire le orme di un mio collega, Claudio Santamaria, che in un’intervista disse “un attore diventa grande dicendo tanti no, piuttosto che fare tutto insieme”, quindi uno deve scegliere bene i progetti da realizzare e spero di fare dei progetti buoni prossimamente.

Hai fatto qualche provino che ti andato male e cui tenevi tanto?

Ho fatto tanti provini che sono andati mali, di solito ho un bel riscontro, però arriva un altro più portato per la parte. I provini vanno male al novanta per cento, se sei fortunato, come nel caso di Sirene, prendi il provino della tua vita, il progetto giusto, al momento giusto. Forse non mi volevano neanche vedere, ma grazie all’insistenza della mia agente, Rosaria Cicolani, sono andato al casting, eravamo circa cinquecento ragazzi, io sono stato uno dei primi a essere provinato.  Dalle foto inviate prima, mi avevano quasi scartato, pensavano fossi il classico figo troppo belloccio, invece, sono andato là ed ero Ares, giuggiolone e stupido, ero entrato nella parte.

Che background hai? Hai fatto teatro amatoriale, scuole di cinema…

Non ho mai fatto scuole di recitazione, ho seguito alcuni workshop quando ero più piccolo, poi ho avuto sempre la fortuna di apprendere sul set da altri attori e guardo molti film, questa è la mia scuola.

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Michele Morrone

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Esce Renata Fonte per la regia di Fabio Mollo, parla dell’omicidio di Fonte dell’84, dove interpreto Marcello My, l’esecutore materiale dell’omicidio, un ruolo completamente diverso, sono passato da un essere marino a un essere realmente esistito, un personaggio negativo.

Stai lavorando a qualcosa in questo periodo?

Sto preparando un film che si chiama L’ultimo giorno del Toro, per la regia di Alessandro Zizzo, dove si parla di questo ragazzo che scopre di essere destrocardio e va fuori di testa.

Cosa ti auguri per il 2018?

Mi auguro di lavorare sempre di più, di riuscire sempre in quello che voglio fare nella mia vita, di non essere mai fermo, di avere sempre il cervello in movimento nel mio lavoro.

Foto di Nicola Garofano.