Sirene, anticipazioni della fiction in onda dal 26 Ottobre: le dichiarazioni di Ivan Cotroneo e Monica Rametta

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Un matriarcato che si scontra con un mondo terrestre. Un universo dove l’elemento fantastico si inserisce nella nostra quotidianità. Quanto puoi amare una persona che è completamente diversa da te? Sono questi alcuni degli elementi chiave della nuova fiction in onda da giovedì su RaiUno.

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Sirene, la nuova fiction di RaiUno

Conclusa la settima stagione di “Provaci ancora Prof!“, i giovedì di RaiUno saranno adesso occupati da una fiction tutta nuova che porta la firma degli ormai avvalorati Ivan Cotroneo e Monica Rametta, che insieme a Stefano Bises hanno lavorato in progetti come “Tutti pazzi per amore“, “Una grande famiglia“, “E’ arrivata la felicità“, per citarne qualcuno.

Si chiama “Sirene“, ed è una serie televisiva in sei puntate che andrà in onda a partire da giovedì 26 Ottobre. Il nome è già tutto un dire e lascia poco spazio ai dubbi: quella che verrà raccontata è, appunto, la storia di un gruppo di sirene che, dal mondo marino, approderanno su quello terrestre condividendo con gli umani una quotidianeità completamente diversa dalla loro.




Perchè le sirene decidono di lasciare il mondo marino? Perchè i tritoni, delegati alla riproduzione, sono quasi estinti. Quando l’ultimo esemplare maschio della specie sparisce misteriosamente sulla terraferma, la sua bellissima promessa sposa Yara, insieme alla madre e alle due sorelle, esce dal mare decisa a ritrovarlo e dare un futuro alla propria specie.

Ma non tutto va per il verso giusto, perché le Sirene, dotate di poteri capaci di incantare i terrestri, una volta sbarcate a Napoli saranno a loro volta inaspettatamente conquistate da quel genere umano che considerano così imperfetto, ma che è animato da forti passioni e conosce l’amore.

Insomma, per le sirene arrivate sulla terra per dare un futuro alla propria specie e incantare gli uomini con la propria magia, si ribalteranno le carte: saranno i maschi napoletani, in realtà, a conquistarle con la loro passionalità.

Nel corso di un’intervista a RaiPlay, i due sceneggiatori Ivan Cotroneo e Monica Rametta, hanno avuto modo di presentarci questa nuova serie, nonchè il motivo per cui hanno scelto proprio queste creature mitologiche come protagoniste della fiction e le ragioni che li hanno spinti a scegliere come città che ne farà da sfondo quella di Napoli.

Ivan Cotroneo e Monica Rametta intervistati da RaiPlay

Ivan Cotroneo:

L’idea delle sirene era nella nostra storia, nel nostro mito, nella nostra letteratura. Io sono un napoletano, quindi vengo da una città che è stata nel mito, fondata dalla sirena Partenope. E le raffigurazioni delle sirene sono dappertutto. Anche nella città di Napoli, a Piazza Sannazaro, dove abbiamo girato, c’è la Fontana delle sirene, a Roma c’è la Fontana del Tritone…

Monica Rametta:

Napoli è una città fantastica, anche come definizione secondo me. Dava un’altezza alla storia…

Ivan Cotroneo:

Noi del mondo marino conosciamo le sirene, meno bene conosciamo i tritoni, e quindi si vedono personaggi, essere mitologici, potenti, dotati di forte personalità, capaci di incantare gli uomini. Quindi ci siamo immaginati questo mondo marino come un mondo molto femminile, un matriarcato a tutti gli effetti che si scontra con un mondo terrestre dove invece, nonostante una conclamata parità di generi, c’è una predominanza maschile…



Monica Rametta:

Questa è una storia fantastica, sicuramente, ma è anche una commedia, e quindi usare la lingua dei napoletani e mescolarla a quelle delle sirene ci sembrava che potesse aggiungere divertimento alla storia…

Ivan Cotroneo:

Abbiamo raggiunto, grazie alla produzione, grazie all’aiuto della Film Commission e sopratutto delle istituzioni napoletane, dei posti che solitamente non si vedono: la pinacoteca di Capodimonte, l’interno del Teatro San Carlo, dove abbiamo girato, che è il più antico teatro d’opera del mondo, il Museo Archeologico Nazionale, che è un orgoglio europeo e che rimane sempre un po’ nascosto, la nuova Stazione della metropolitana di Toledo, che è stata eletta la stazione metropolitana più bella al mondo. Ecco, dunque qui c’è anche voglia di far vedere che Napoli è anche questo…

Ivan Cotroneo intervistato da RaiPlay

Monica Rametta:

Ho visto la lavorazione abbastanza alla fine, e quindi è veramente sorprendente. Questa è la prima volta che mi capita di lavorare ad un progetto del genere e quindi poi di vedere, effettivamente, le sirene, quelle code, e quindi quelle scene che avevo scritto, che prendono una vita così fantastica. Sono tutti estremamente bravi. Ci credo a quelle sirene, ecco ho avuto questa sensazione. Quando le vedo ci credo. E non era una cosa semplice…

Ivan Cotroneo:

Per me è stata la prima volta. Non so se effettivamente c’è stato qualcuno prima a farlo, ma il titolo di showrunner di questa serie mi inorgoglisce perchè so tutto quello che c’è dietro. Lo showrunner è un termine inglese che è difficilmente traducibile: non è un prodotto artistico vero e proprio, però lo è; non è il regista perchè svolge un altro ruolo, ma si occupa anche di una serie di grane; fa piccole grandi cose che, in qualche modo, contribuiscono a rendere più fluida la storia e a far proseguire la realizzazione nello spirito dell’idea originale. Questo è possibile quando si lavora a un prodotto di broadcaster e registi di grande intelligenza, come a me è capitato in questo caso…

Monica Rametta:

C’è un momento particolare che, sia scrivendolo che rivedendolo, mi emoziona sempre. Però veramente questo non lo posso dire, proprio non posso! Però è un momento molto toccante…

Monica Rametta intervistata da RaiPlay

Ivan Cotroneo:

Quando abbiamo fatto i casting e bisognava raccontare alle attrici che era il ruolo di una sirena, che aveva questi poteri, che si comportava in un determinato modo, c’erano una ventina di secondi di imbarazzo. Poi capitava che il pomeriggio, come è successo con Maria Pia Calzone, mandava i suoi video in piscina mentre provava a nuotare come una sirena, quindi usando solo il busto. O Valentina Bellè, che è la nostra protagonista, che ha cominciato a guardare tutto il mondo intorno come se non fosse abituata a nulla, come se non fosse abituata alla televisione, al telefonino, agli spettacoli teatrali. La visione degli attori, ma più in generale di tutti, dei caporeparto, degli scenografi, dei costumisti, a questo progetto per me è stata entusiasmante, perchè tutti loro si ponevano il problema: Come reagisce una sirena? Come si veste una sirena? Come si muove nello spazio una sirena? Come bacia un umano una sirena? Come si pone di fronte all’opera, alla televisione, a un interruttore della luce che si accende e si spegne. E da questo punto di vista sono stati molto creativi sul set, nel modo in cui Maria Pia Calzone indossa i vestiti, o Denis che si siede sui banchi di scuola. E’ come se tutti avessero accolto questa sfida di provare a inserire lo straordinario nel quotidiano. Hanno contribuito molto in una chiave che per noi è molto importante per ‘Sirene’, questa è una storia straordinaria e fantastica, perchè appunto sono delle sirene e dei tritoni che appartengono a un mondo marino, che hanno pinne e code, però in qualche modo, quando la si vede, senti che è una storia che potrebbe capitare anche a te. E’ molto speciale per noi, non è tanto la creazione di un universo dove tutto è fantastico, ma l’inserimento dell’elemento fantastico nella nostra quotidianità. E corrisponde anche ad altre cose che abbiamo fatto in cui non era presente letteralmente l’elemento fantastico, ma l’arrivo di un amore, l’arrivo di un bambino, una scoperta improvvisa, facevano da motore a una serie di reazioni straordinarie. Qui ci sono delle pinne, delle code, che fanno da motore a una serie di scoperte, però in fondo è un modo come un altro di raccontare lo straordinario della vita quotidiana…




Monica Rametta:

E quindi la diversità anche. Perchè c’è anche tutto un discorso che si porta dietro, perchè sono degli esseri diversi…

Ivan Cotroneo:

E una domanda che noi abbiamo sempre pensato potesse racchiudere tutta la serie è: Quanto puoi amare una persona che è completamente diversa da te? E la risposta è: puoi farlo, e puoi farlo anche molto profondamente…

La fiction è stata prodotta da Cross Productions, Beta Film e Produttore Associato 21 Srl in collaborazione con Rai Fiction. La regia, invece, è curata da Davide Marengo.

Nel cast, invece, Luca Argentero, Valentina Bellè, Maria Pia Calzone, Ornella Muti, Denise Tantucci, Massimiliano Gallo, Michele Morrone e Monica Nappo.

Valentina Bellè e Denise Tantucci in una scena della fiction

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