Lorena Bianchetti a Teleblog: "È una scommessa guadagnarsi quello che si fa. Guadagnarsi per me significa impegnarsi"

Lorena Bianchetti a Teleblog: "È una scommessa guadagnarsi quello che si fa. Guadagnarsi per me significa impegnarsi"

Lorena Bianchetti intervista

Lorena Bianchetti è uno dei volti più dolci e luminoso della tv. Ogni domenica, con la sua trasmissione “A sua immagine”, entra nelle case degli italiani con la sua grazia serafica e la sua professionalità. Il prossimo anno pubblicherà un romanzo sulla malattia dell’apparenza e sarà impegnata in un evento molto importante nell’autunno prossimo.

Abbiamo incontrato Lorena alle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento, dove ha condotto la cerimonia di consegna dei Premi dei Biglietti d’Oro del cinema italiano.

Vorrei iniziare l’intervista chiedendoti se hai visto la serie cult The Young Pope e cosa ne pensi?

A essere sincera ho visto una sola scena. Purtroppo ho degli orari assurdi e non sono riuscita a vederlo nella completezza. Ho visto soltanto una scena e non mi sento di giudicare questa serie per la quale ho sentito veramente dei pareri distanti, c’è chi la ama e chi la odia.

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…poiché per la tua trasmissione, A Sua Immagine, frequenti spesso gli ambienti vaticanensi speravo avessi sentito qualche critica particolare…

Ho sentito pareri discordanti. La mia prima impressione è una fotografia meravigliosa, però sul contenuto e sul progetto oggettivamente non mi posso esprimere, perché non è corretto, va visto nel complesso.

Nessuno ha gridato all’eretico, insomma…

C’è stato qualcuno che ha detto: “Ma… però… forse…” O lo amavano o lo hanno odiato e, quindi, non ti so dire.

Qual è il tuo rapporto con Papa Francesco?

È un Papa molto speciale. Ho avuto il dono di presentare alcuni eventi per lui, uno l’ho anche scritto, realizzato e avuto il ruolo di direzione artistica. Penso che la bellezza di questo pontefice sia sotto gli occhi di tutti. È un uomo che veramente vive il Vangelo in tutta la sua essenza. Mi piace e sono innamorata di questa sua spontaneità e veridicità e nello stesso tempo tenerezza. È una persona di grande tenerezza ma ugualmente forte.

Lorena Bianchetti intervista

Hai mai voluto scrivere qualche storia su di un Papa?

Di Papi ne ho conosciuti e raccontati tre e mi sento molto onorata. Scrivo e rifletto quasi tutti i giorni per le puntate di A sua immagine. Tre figure ognuna giusta per il momento storico in cui sono apparse, per chi è credente è stato veramente un’opera dello Spirito Santo.

Che cosa stai preparando per  Natale?

Per Natale farò tutta una serie di speciali partendo da Amatrice. Cercherò di raccontare come le persone, colpite dal terremoto, vivono queste feste. Il problema è che, quando le cose succedono, tutti i riflettori puntati, una grande notizia, tanta generosità, poi, finisce la notizia e si spegne tutto. Ecco nel nostro piccolo, lavorando in Rai ed essendo una televisione di Stato, penso sia giusto essere vicine a chi non deve essere dimenticato. Poi tante puntate in giro per l’Italia, ma non solo siamo stati anche a Praga, abbiamo fatto uno speciale nella Repubblica Ceca. Poi vedremo i vari mercatini, ho registrato una puntata da Napoli, poi andremo in Trentino. Racconteremo le atmosfere natalizie senza perdere di vista, naturalmente, quello che è il contenuto di questa festa.

Qual è il tuo desiderio per il prossimo anno?

Continuare a fare bene quello che faccio. Io non sono a tempo indeterminato ma una libera professionista, per cui ogni giorno è un mettersi in gioco. È una scommessa guadagnarsi quello che si fa. Guadagnarsi per me significa impegnarsi, per cui ci sono tanti progetti, un evento che sto scrivendo, un libro che mi hanno commissionato, per cui ci sono tante cose, forse, addirittura, un film per la televisione. Tanti progetti che sono tutti da definire.

Stai andando a tutto tondo…

Cerco di allargare gli orizzonti. Io non ho mai detto voglio fare questo. La vita è stata strana con me, ho sempre cercato di studiare al massimo, poi quello che riuscivo e mi si proponeva di fronte lo valutavo, cercavo di capire se potevo esserne all’altezza. Uno non è perfetto per tutto e ogni volta ho cercato di capire e di valutare e impegnarmi se sceglievo di farlo.

Parliamo di questi tuoi prossimi progetti. Stai scrivendo un libro…

È un romanzo. Una storia su cui sto lavorando e me l’hanno commissionata da un mese. 

Di cosa parlerà?

Della malattia dell’apparenza, che è un po’ la ferita di questa società, a mio avviso. Molto spesso, nel momento in cui ci si ammala di apparenza, si perde di vista quella che è la sostanza e ciò che veramente ti può rendere felice. Non significa che il bello non debba esserci che è demoniaco, no. Dostoevskij diceva che “la bellezza salverà il mondo”, per cui penso che la bellezza sia importante, faccia bene per stare bene. Non può essere l’unico obiettivo di vita, oltre all’apparenza, penso al potere, questa bramosia di essere per forza protagonisti, altrimenti non si è calcolati. Questo romanzo vuole essere semplicemente una fotografia che non vuole dare nessun giudizio. Una fotografia di quello che ho sentito raccontare dai tanti ospiti avuti e da quello che ho visto nella mia esperienza. Ho vissuto cinque anni a Milano e quasi uno a Parigi e ho visto che, al di là della città in cui vai, questo è un po’ un denominatore comune.

Protagonista del romanzo sarà una donna?

Essendo donna è chiaro che ci sarà l’influenza di chi scrive, femminile. Non riuscirei diversamente, bisogna avere anche l’umiltà di dire io non so se sono all’altezza di potere raccontare e interpretare quello che è l’universo maschile. Abbiamo delle affinità ma siamo due mondi completamente diversi.

Lorena Bianchetti intervista

Non è il primo romanzo che scrivi…

Avevo cominciato a scrivere altre cose ma, questa volta, mi sono proprio presa l’impegno. Faccio una vita veramente frenetica, perché, altrimenti, a me scrivere piace molto, moltissimo. 

Stai scrivendo anche un evento. Puoi accennarci qualcosa?

L’evento sarà a settembre. Non posso dire ancora niente. Sarà su Roma ma non posso dire altro.

Entriamo nel privato. Da un anno sposata. Un bilancio di questo matrimonio…

A oggi lo risposerei, tra qualche anno ti dirò. Per il nuovo anno vorremmo allargare la famiglia. Questo primo anno di matrimonio volevamo goderci un po’ i nostri momenti e organizzarci con tutta una vita nuova, altrimenti si bruciano tante tappe. Adesso ci lavoriamo di più, però quello che Dio vorrà, non stiamo lì a programmare, l’importante è che viene tutto naturale.

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Che cosa dice di te tuo marito agli altri?

Non lo so, glielo dovresti chiedere… (ride).

…cioè, tipo che tu stai di spalle e tuo marito sta parlando con qualche amico…

Non te lo so dire, non lo so. Mi hai fatto una domanda incredibile, però, ancora resiste, per cui penso che proprio “…accia” non devo essere.

Si cresce insieme. Sto notando che, nei rapporti, alla fine bisogna veramente imparare a crescere insieme, perché quando uno s’incontra da adulto, ha già una vita.

Ti dà qualche dritta sul lavoro?

Ci confrontiamo su tutto, tanto alla fine tutti i lavori hanno le stesse dinamiche, per cui ci confrontiamo moltissimo. Mi fido molto del suo giudizio, perché stimo molto mio marito. Per me la stima è la cosa principale, per cui l’ascolto molto. È chiaro che, ognuno di noi, deve fare quello che sente, nella totale libertà.

Intervista a cura di Nicola Garofano.

Nicola Garofano

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