Wayward Pines 2, si cerca di migliorare e ampliare le premesse della prima stagione: la recensione dei primi due episodi

Wayward Pines 2 recensione

Dopo le incertezze della prima stagione la serie di Shyamalan cerca di porvi rimedio.

Wayward Pines 2 recensione

La prima stagione di Wayward Pines ha un pò diviso il pubblico tra chi l’ha amata moltissimo e chi dopo aver scoperto le enormi verità a metà stagione, non vorrei sbagliarmi al quinto dei dieci episodi, l’hanno trattata malissimo addirittura abbandonandola non senza delle buone ragioni. La serie inizia con una cittadina isolata dal resto del mondo dove i suoi abitanti si comportano in modo strano e da cui è impossibile fuggire protetta da una lunga rete elettrificata. I primi quattro episodi della prima stagione ci fanno quasi gridare al miracolo: non si riesce a capire cosa stia accadendo facendoci un pò pensare ad una sorta di moderna Twin Peaks oppure una sorta di The Truman show ma anche Lost (per quanto il paragone potrebbe sembrare azzardato), ma quando la verità ci viene svelata quasi all’improvviso è totalmente diversa da tutte le ipotesi che potevamo esserci fatti. Fin qui potrebbe essere tutto positivo se non fosse per il fatto che scoprire il mondo completamente distrutto popolato solo da aberrazioni feroci e fameliche di ciò che resta degli uomini e di trovarci nell’anno 4000 bè è stato inizialmente difficile da metabolizzare.

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Wayward Pines riparte da zero ma non troppo

Anche i restanti episodi ci hanno mostrato poi una ribellione di una parte della cittadina che non voleva essere prigioniera nonostante i buoni motivi, il tutto molto frettolosamente, quasi superficiale, poi la serie viene cancellata per poi essere ripresa a grande richiesta per cui c’era molta attesa e curiosità ma anche un certo timore nel vedere quel poco di buono che c’era venire distrutto ma stando almeno ai primi due episodi che vanno visti come un unico lungo pilot, questo non è accaduto e forse non accadrà anzi sembra che le spiegazioni date nella prima stagione vengano ridate con maggiore enfasi e tranquillità, il tutto si svolge in maniera più lenta e ragionata. L’ingresso del nuovo protagonista il dottor Yedlin interpretato da Jason Patric è un’ottima scusa per ripartire da zero ma non troppo.

La cittadina è in mano ai giovani della Prima Generazione che però governano come una dittatura, resiste una piccola sacca di ribellione che però viene sedata, a tutto ciò assistiamo ad una evoluzione degli Abbie (le aberrazioni umane) che lentamente sembrano trovare un modo per scavalcare la recinzione e aquisire un bagliore di razionalità. Questi primi due episodi sembrano aver rimesso in sesto alcune lacune lasciate dalla prima stagione aprendo quindi nuovi possibili scenari tutti interessanti da scoprire.

Blogger professionista e da sempre appassionato esperto di telecomunicazioni, serie tv e soap opera. Giuseppe Ino è redattore freelance per diversi siti web verticali. Ha fondato teleblog.it, tivoo.it, mondotelefono.it, maglifestyle.it Ha collaborato tra gli altri anche con UpGo.news nella creazione di post e analisi. Collabora con la web radio Radiostonata.com nel programma quotidiano #AscoltiTv in diretta da lunedi a venerdi dalle 10 alle 11.

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