Striscia la notizia contro Quinta Colonna: falsi servizi sui rom

Striscia la notizia contro Quinta Colonna: falsi servizi sui rom
quinta colonna
Paolo Del Debbio

Ultimamente Striscia la notizia, forse per cercare di dimostrare di essere un vero tg, sta andando contro tutto e tutti e stavolta nel mirino è finita la versione maschile di Barbara D’Urso (di nuovo anche lei nel mirino dell’Ordine dei giornalisti) ovvero Paolo Del Debbio e i suoi “gioiellini” televisivi Quinta colonna e Dalla vostra parte, ancora sotto accusa servizi falsi che riguardano i rom, dopo le accuse lanciate qualche settimana fa da Servizio pubblico contro un servizio sui rom fatto da Mattino cinque ora è un altro programma di Rete 4 in grado di aizzare il populino con una facilità molto pericolosa. Nella puntata di ieri sera 12 maggio di Striscia l’inviato Moreno Morello ha evidenziato almeno due servizi pare taroccati: il primo (Truffatore Rom: così rubo le macchine agli italiani), trasmesso il 27 aprile dalla trasmissione serale, aveva come protagonista un signore rom che raccontava di vendere macchine rubate e truffare gli italiani. Il secondo, trasmesso il 3 aprile dalla trasmissione Dalla vostra parte, aveva come protagonista un islamico molto estremista e violento.

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Moreno Morello ha intervistato sia il rom che il musulmano e ha portato a segno un’eclatante scoperta: sarebbero la stessa persona. Il Rom polivalente, come le due ragazzine, dice di essere stato pagato per entrambi i servizi e ammette di aver ricevuto alcuni suggerimenti dal giornalista su cosa dire per rendere più accattivante il servizio. Sempre secondo quanto riferito a Morello, il rom avrebbe ricevuto 300 euro per il primo servizio (ha anche rivelato di aver messo in scena un finto furto di un auto… con la jeep dell’operatore) 20 euro per il secondo. Ora si attende qualche spiegazione, certo è che non possiamo neanche mettere la mano sul fuoco sull’attendibilità di questi rom e tantomeno ormai neanche del tg satirico di Ricci ma sta di fatto che certi programmi sono pericolosi.

Giuseppe Ino

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