Teleblog intervista Luca Biagini: ex di Centovetrine e attualmente in Solo per amore

Teleblog intervista Luca Biagini: ex di Centovetrine e attualmente in Solo per amore

Teleblog intervista l’attore e doppiatore Luca Biagini attualmente nella fiction Solo per amore.

Luca Biagini
Luca Biagini

Luca Biagini, ammirato e apprezzato nel ruolo di Edoardo Della Rocca a Centovetrine, in questo periodo è il generale Gianmaria Fiore nella fiction di canale 5, Solo per Amore, un personaggio enigmatico, padre affettuoso di Irene, potente uomo dello Stato che vuole recuperare, a ogni costo, un misterioso memoriale.

La sua incredibile capacità interpretativa ed espressiva, unita a una grossa professionalità gli ha decretato un enorme successo, Luca Biagini è anche uno dei doppiatori più apprezzati e amati dal pubblico che ha dato la voce a John Malkovich, Denzel Washington, Michael Keaton, Billy Crystal e tantissimi e bravissimi attori di grandissimi film, per i quali ha vinto anche numerosi premi.

Fino a due anni fa è stato anche un eccellente motociclista a livello agonistico, con gare di velocità su pista nei campionati nazionali di moto. Presto lo vedremo in un musical che lo porterà in giro per l’Italia.

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In questi giorni la stiamo vedendo in Solo per amore, nel ruolo del distinto Generale
Gianmaria Fiore…

Dalle prime tre puntate, non si è capito neanche chi sia. È il papà di Irene, una ginecologa, appare come un amico della famiglia Ferrante. Si è capito che è legato, in qualche maniera, al commissario Giordano, ma non si capisce bene il tipo di rapporto. Ma credo dalla quarta puntata, si comincerà a capire meglio chi è il mio personaggio.

Non può svelarci di più…

Non sarebbe carino.

Parliamo di Centovetrine, dove eravamo rimasti con il suo personaggio, perché poi lei è rientrato…

Non sono rientrato, sono sempre a Hong Kong, dove mi trovo benissimo, ho un bello yacht in mezzo agli atolli, e sto magnificamente. Ho semplicemente accompagnato, per qualche scena, il rientro dei miei figli.

Si spera, comunque, che Centovetrine riprenda. Come tutti gli anni, ormai da un po’ di anni, finiscono di girare, e per qualche mese sono in standby, ma nessuno sa, se riprenderà o meno a vivere. Adesso sono sospesi ancora e non si sa se riprenderanno con la nuova stagione. Tutti ci auguriamo di sì e tutti sono ottimisti, ma purtroppo non c’è questa certezza. Tanti lavoratori, che lavorano anche dietro le quinte, sono in grandissima apprensione, sono circa 150 famiglie che potrebbero trovarsi da un momento all’altro per strada, se dovesse chiudere.

E speriamo ritorni il suo personaggio…

Non credo. Io sono legatissimo a Centovetrine, soprattutto alle molte persone che ci lavorano. Con molto piacere ritornerei ogni tanto a girare qualche scena, e me lo auguro, però non con quel ritmo di una volta, rimanevo tutta la settimana a Torino, e poi tornavo a Roma per il weekend. Per quel tipo di impegno adesso non sarei disponibile, però per una collaborazione più leggera con molto piacere.

In questo periodo è impegnato in qualche nuovo progetto?

In questi giorni sto facendo doppiaggio. Ma presto sarò a teatro, ma non posso dire altro, ci sarà una conferenza stampa a fine mese su questo spettacolo musicale molto importante. Sono molto contento perché è un bellissimo impegno, di grande rilievo.

Dopo quanti anni torna al teatro?

Faccio sempre teatro, uno o due spettacoli all’anno, commedie con amici e compagni di lavoro, colleghi che stimo, con cui mettiamo a punto dei progetti di alto livello che ci interessano, ma solo per pochi giorni a Roma e, non giriamo per l’Italia. Sono operazioni di ricerca che hanno un rilievo artistico molto alto, però commercialmente non sono così rilevanti.

Riesce a trovare il tempo a districarsi in tutti questi progetti?

Ma sì, a parte il periodo di Centovetrine che ti impegnava tutto il giorno, per tutti i giorni. Con Solo per amore, una fiction importante di dieci puntate, lunghe, complicate e complesse, alla fine si gira con una velocità molto alta, e le dieci puntate sono state girate da novembre a marzo, in pochi mesi di lavoro, e non tutti i giorni, secondo anche gli impegni dei personaggi.

Io ho lavorato non più di venti giorni in quattro mesi. Il mio lavoro prevalente è il doppiaggio, le fiction quando capitano, il teatro che riesco a farlo sempre a Roma e riesco a conciliare il tutto. Però per il prossimo spettacolo teatrale, che sarà un progetto nazionale che andrà in giro per l’Italia, dovrò rallentare la mia attività del doppiaggio.

Ha qualche hobby particolare?

La passione per la lettura, sono un lettore accanito da sempre. Mi piacciono gli sport, che pratico molto, alcuni per tenermi in forma giornalmente. Sono appassionato di moto, fino a due anni fa anche a livello agonistico con gare di velocità su pista. D’inverno, quando mi riesce, mi piace sciare o fare snowboard.

Ha iniziato con il teatro…

Ho cominciato anni fa con una compagnia universitaria a Firenze, che si chiamava, Teatro della Convenzione, facevamo spettacoli molto importanti, eravamo un gruppo di ragazzi molto in gamba, alcuni hanno continuato, altri no. Il livello era molto alto, dopo due anni di attività amatoriale o semiprofessionale è diventata una compagnia professionale, con cui ho lavorato i primi cinque, sei anni della mia vita artistica e teatrale. La compagnia poi ha chiuso e me ne sono venuto con la mia moglie di allora a Roma.

Qualcuno ha avuto successo come lei?

A livello attoriale, c’è stato un attore che ha fatto una buona carriera, purtroppo oggi non c’è più, Mario Pachi. Poi c’è uno dei più grandi scenografi italiani, Maurizio Balò, con il quale abbiamo debuttato insieme, e da lì è partita la carriera internazionale, uno dei più grandi in assoluto. I fratelli gemelli Frazzi che facevano gli attori con noi, poi sono diventati registi abbastanza importanti, uno dei quali, Andrea, è venuto a mancare qualche anno fa, ma credo che l’altro fratello continui a fare il regista, sia per il cinema che per la televisione, insomma, eravamo un gruppo abbastanza importante.

Ha doppiato centinaia di film, sta portando il conto? Potrebbe entrare nel guinness dei primati, non solo per i film, ma anche per la quantità di attori doppiati….

No, non sto portando il conto, mi sorprende ogni volta che mi dicono, ti ho sentito l’altra sera nel film tal de’ tali. Ma io l’ho fatto? Onestamente ho difficoltà a ricordarli tutti, perché ne sono veramente tanti. Poi tra film, televisione, serie e documentari, uno ha le connessioni celebrali completamente ostruite.

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Avrà certamente conosciuto qualche attore che ha doppiato. Cosa le hanno detto, sentendo la loro voce doppiata in italiano?

Non è così facile incontrare gli attori che ho doppiato. Mi è capitato un sola volta, quasi vent’anni fa, ad una prima ufficiale in Italia, incontrare Richard Dreyfuss che doppiavo in Goodbye Mr. Holland, un film molto bello, toccante ed emozionante. E in quell’occasione ci siamo anche scambiati i complimenti. Secondo me, l’attore che si sente doppiato in un’altra lingua rimane sconcertato, apprezzerà se è stato fatto un buon lavoro, e noi cerchiamo di farlo sempre al meglio, curare tutti i particolari, e, quindi, in questo senso, c’è anche un po’ di sorpresa da parte di un attore che si sente doppiato, perché è sempre ben fatto il lavoro.

Certo, se succedesse a me l’essere doppiato in un’altra lingua, ne rimarrei sconcertato perché è una specie di shock sentire un’altra voce sulla tua faccia. Poi un’altra volta ho incontrato Willem Dafoe , ma stavamo al doppiaggio ed è stato molto simpatico.

Quanto tempo ci vuole per doppiare un film?

Dipende molto dal tipo di film, le grandi produzioni, i grandi film, su cui le distribuzioni italiane e le majors americane contano, perché pensano che possa avere un grande risultato di successo e di botteghino o anche un film che ha bisogno di una particolare cura, allora i tempi sono molto più dilatati, ci vuole un maggior numero di turni.

Il lavoro del doppiaggio è diviso in turni, che sono tre ore di lavoro, tutto il lavoro è sezionato in questi termini, per fare un esempio, un film importante, di grande valore e di grande difficoltà, ci possono volere anche 45 turni, non solo per quanto riguarda il protagonista, ma per tutto il film, come lo è stato per Il discorso del re, che era molto complicato e molto difficile. Ma anche Il Signore degli Anelli o lo Hobbit, che sono anche molto complicati, ci vogliono 45/50 turni. Poi per l’attore protagonista, io che ho doppiato Colin Firth, ho impiegato circa dieci turni, pari a una settimana di lavoro.

Con Il Discorso del Re lei ha fatto un ottimo doppiaggio, perché molto difficile fare un balbuziente.

Abbastanza complicato, però molto affascinante, poi aiutato da un grandissimo direttore di doppiaggio, che è Francesco Vairano, uno dei più grandi adattatori e direttori del doppiaggio. L’adattamento dei dialoghi è fondamentale per il doppiaggio, il trampolino di lancio per fare un buon lavoro per quanto riguarda il doppiatore e l’attore.

luca biagini intervista
Camilla Filippi e Luca Biagini

Nel doppiaggio è “buona la prima” o …?

Spesso la prima è molto buona, perché è quella più fresca, più viva, ma raramente, abbiamo buona la prima in assoluto, se ne fanno sempre una, due, tre, etc., dipende dalla complessità e, dopo magari si sceglie, si risente, e ci si accorge che la prima è la migliore.

Può un bravo doppiatore essere un cattivo attore e viceversa?

Io non parlerei di doppiatore per me, io sono nato come attore. Il doppiaggio è una specializzazione dell’attore non il contrario. Si nasce attori e, poi, eventualmente si specializza nel doppiaggio. C’è anche chi ha cominciato a fare il doppiaggio da bambino, a cinque o sei anni, e hanno acquisito una grande professionalità, diventando il loro lavoro per tutta la vita, altri, invece, hanno arricchito il loro bagaglio facendo altre cose come attori. È imprescindibile, anche chi fa solo doppiaggio da bambino, deve interpretare, fare un lavoro che è quello dell’attore. Il doppiatore non esiste, se non sei un attore. Poi naturalmente ci sono i cattivi attori e i cattivi doppiatori, ma questo è un’altra cosa.

Foto: da web.

Intervista a cura di Nicola Garofano

Nicola Garofano

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