Il meglio di Amici 13, sabato 7 giugno in prima serata Canale 5

Il meglio di Amici 13, sabato 7 giugno in prima serata Canale 5

Dai casting, ai primi provini fino alla formazione della classe passando per le varie prove, le prime emozioni, le prime vittorie e sconfitte fino all’ammissione al serale, ai duetti con i grandi nomi della musica italiana e internazionale fino alle gioie del primo disco di inediti, tutto il percorso della tredicesima edizione di Amici di Maria De Filippi fino alla vittoria di Deborah Iurato, da rivivere sabato 7 giugno 2014 su Canale 5 dalle 21:10. Un’occasione ghiotta e unica per rivivere i più bei momenti di questa edizione che pur non facendo un boom di ascolti è riuscita comunque ad avere il suo buon seguito di pubblico soprattutto al serale, un pò meno nel daytime a causa anche del passaggio a Real time.

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Squadra Bianca, Moreno:

LORENZO DEL MORO, ballerino
VINCENZO DUREVOLE, ballerino (in finale)
FEDERICA RIGOLI, ballerina
MATTEW TOTARO – CREW KNEF, dance crew
DEBORAH IURATO, cantante (in finale)
MIRIAM MASALA, cantante
PAOLO MACAGNINO, cantante
PASQUALE SCULCO – CARBOIDRATI, band

Squadra Blu, Miguel Bosè

GIACOMO CASTELLANA, ballerino
OSCAR VALDES CARMENATES, ballerino
CHRISTIAN PACE, ballerino
GIADA AGASUCCI, cantante
SARA MATTEI, cantante
NICK CASCIARO, cantante
DENNIS LAHOME, rapper
ALESSIO BERNABEI – DEAR JACK, band (in finale)

 

One thought on “Il meglio di Amici 13, sabato 7 giugno in prima serata Canale 5

  1. Mi è sembrato eccellente il lavoro di doppiaggio che hanno fatto a “U&D e poi…”
    Nel senso che solleva il grande tema della dizione e di riflesso il rapporto dei meridionali con il nord.
    Ho notato che i ragazzi del nord mantengono il proprio accento esattamente come i ragazzi dell’Italia centro-meridionale; nella stragrande maggioranza dei casi noi meridionali tendiamo a correggerci – ho notato che anche il presidente Napolitano chiude la lettera “e” tanto per dirne una – .
    Ma la cosa strana è che quando “giochiamo in casa” finiamo per non avere un buon rapporto con i dialetti dei nostri corregionali, quasi come se avertessimo una sorta di cacofonia. Si tratta di una mia impressione?
    Nell’immaginario collettivo questo programma è più popolare dalle “nostre parti”, invece il successo di questi ragazzi non ha confini: le loro date la dicono lunga.
    In ogni caso l’unico accento del nord che riesce a generare la medesima ilarità è quello del “cumenda” o del più classico dei “gagà”: in entrambi casi si tratta di un milanese che non indica nessun legame con il territorio.
    La stessa cosa vale per altre concezioni che in realtà non si possono definire in relazione al territorio. In ogni caso – non voglio fare l’avvocato del diavolo- ma ho notato che la stessa concezione stereotipata i famiglia idealmente ci divide. Però è una partita che si gioca sul terreno della satira perché la sceneggiata napoletana è un repertorio a se stante.

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