Sanremo: se il Festival vuole essere social senza osare

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«Sarà il Festival delle canzoni e della musica» annunciavano trionfalmente qualche giorno fa Fabio Fazio ed il direttore musicale Mauro Pagano. Dopo il debutto di ieri sera viene da chiedersi: se è il Festival della musica, a cosa serviva il siparietto social con la coppia gay che annunciava il matrimonio in America?

Per carità, nulla contro il diritto all’amore tra persone dello stesso genere. Ma se l’intenzione di Fazio ed autori era quella di aprire una vetrina su questa tematica dal palco più prestigioso di Italia, hanno scelto il modo più sbagliato per farlo. La formula “Tale e Quale Show“, per citare un successo di stagione, ossia riproporre dal vivo all’Ariston lo stesso, cliccatissimo video postato dalla coppia su Youtube, ma in maniera censurata, senza baci, carezze o abbracci, presenti invece nel video, che avrebbero potuto far gridare allo scandalo il pubblico benpensante della prima rete pubblica non ha funzionato.

Il risultato: un potenziale sprecato inutilmente, esauritosi in una bolla di sapone che nulla ha lasciato, nè aggiunto in più alla protesta che i due hanno lanciato sul web. Se questo Sanremo vuole essere social, non solo sui network ma anche nei contenuti, deve imparare ad osare, anche rischiando che qualche telespettatore un po’ attempato nella forma mentis cambi canale.

Giulio Oliani

 

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