Di padre in figlia, i protagonisti: Alessio Boni è Giovanni Franza

Alessio Boni racconta il suo personaggio: “Giovanni ha un grande carattere e una grande personalità, ma in quegli anni questa era la norma della maggior parte delle famiglie italiane; la famiglia Franza è una metafora per raccontare le difficoltà che ha attraversato l’Italia intera in quei trent’anni“.

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Alessio Boni intervistato da Raiplay

Martedì 18 Aprile prenderà il via su RaiUno la nuova fiction in quattro puntate “Di padre in figlia“, una serie sulla fine del patriarcato in Italia attraverso le vicende di una famiglia nella provincia veneta, i Franza. Trent’anni, quelli che vanno dal 1958 agli anni ’80, che ci faranno ripercorrere i grandi cambiamenti cambiamenti dell’Italia ma, sopratutto, della figura femminile, prima esclusa da ogni carico decisionale per essere succube del marito e per ricoprire solo i suoi obblighi e i suoi doveri di moglie e di madre, per poi riuscire a ottenere, dopo una dura lotta, il diritto civile all’uguaglianza e alla parità dei sessi.

A capo della famiglia Franza c’è Giovanni (Alessio Boni), un uomo molto ruvido e intransigente. Dal Brasile, dove da giovanissimo è emigrato, Giovanni torna nella sua Bassano del Grappa, dove apre la sua distilleria. E’ un uomo duro e tenace che porta avanti con orgoglio la cultura del passato. E’ un capofamiglia dispotico e si rifiuta di considerare come pari le figlie femmine: per questo desidera più di ogni altra cosa il maschio.

Se il suo obiettivo con la grappa è creare una bevanda nobile e raffinata per lanciarsi nel mercato internazionale grazie al brevetto della lavorazione in barrique, il suo regime familiare è invece immobile, non conosce ammodernamento né aperture.

Così, impegnato nel lavoro e distratto dai mille tradimenti alla moglie Franca (Stefania Rocca), Giovanni abdica alla funzione di padre, e con il suo carico di aspettative mal riposte spingerà la famiglia sull’orlo del disastro e della separazione.

Nel corso di un’intervista a Raiplay, Alessio Boni ha avuto modo di raccontarci il suo personaggio e di presentarci questa nuova fiction.

Anzitutto, Alessio Boni ci descrive il carattere di Giovanni Franza e ci spiega quali erano le visioni di un uomo di quegli anni:

“E’ un personaggio con un grande carattere, una grande personalità, un leader. Sì, è dentro il suo settore, probabilmente ha fatto solo la terza elementare, non ha studiato, però ha un grande intuito, come tante persone degli anni ’50 che entrano nell’imprenditoria diventando delle aziende mostruose anche a livello internazionale, molto floride e importanti. E’ tutto d’un pezzo, ha le sue idee, vede in quel modo, e non si fa troppi problemi, nel senso che noi ce li facciamo perchè siamo nel 2017, quindi abbiamo il paragone, il termine, ma negli anni ’50 il suo papà gli aveva insegnato, e a lui a sua volta gliel’aveva insegnato suo nonno, di essere padre padrone, di comandare, la donna deve stare zitta perchè è una femmina e dunque nelle cose imprenditoriali non può entrarci. E questa era la norma della maggior parte delle famiglie italiane. Non era despote, tremendo, terribile. E’ mio bisnonno, come tanti bisnonni vostri che erano in veneto, nella provincia bergamasca, a Torino e in tante altre zone dell’Italia. Era così, era la norma…”

L’attore, poi, prosegue spiegandoci che questa fiction vuol mettere in evidenza quello che all’epoca era il punto di vista della donna, e sarà attraverso queste vicissitudini che il personaggio di Giovanni subirà dei forti cambiamenti che lo porteranno a comprendere i suoi errori, anche se troppo tardi:

“Questa fiction sottolinea dove eravamo negli anni ’50 da questo punto di vista del diritto della donna. E si evolverà, fortunatamente. Non sono tutto così d’un pezzo, a me piacciono i personaggi che cambiano. E questo cambierà tantissimo per una vicissitudine che non posso dirvi, che succederà proprio nella sua famiglia. E allora comprenderà in cosa ha mancato, capirà che non guardava altro che il suo piccolo barlume dentro il tunnel nero, che non ha dato troppo adito alla moglie, se ne renderà conto troppo tardi, che non ha ascoltato le figlie. E infatti, passerà il testimone dal titolo ‘Di padre in figlia’, cederà finalmente la dirigenza della ditta a Cristiana Capotondi che in questo caso interpreta proprio mia figlia primogenita, testarda, cocciuta, che ha preso il carattere del padre, che lascerà la casa per andare a studiare a Padova all’università, e a quei tempi era molto difficile che una donna alzasse la testa in questo modo. Quindi c’è questa Italia, ma non è la famiglia Franza, è una metafora della difficoltà che ha fatto l’Italia intera in trent’anni per far sì che la donna prendesse i suoi diritti, le sue uguaglianze, e venisse considerata tanto quanto rispetto a un uomo ai livelli direttivi importanti e di dirigenza di grandi aziende. Questo è…”

Alessio Boni, come il personaggio di Giovanni, conosce molto bene il mondo delle distillerie in seguito ad alcuni episodi legati alla sua infanzia. A tal proposito, dunque, ci racconta:

“E’ sempre stato un amore la grappa, mi ricordo che sin da ragazzino mio padre assolutamente me la faceva bere, era la bevanda meno costosa ma più redditizia per tenerti caldo negli inverni gelidi. E adesso che so proprio tutti i segreti delle vinacce, della distilleria, delle code, delle teste, devo dire che mi ha arricchito più di prima. Mi ha fatto molto piacere andare a vedere queste distillerie e conoscere tutti i segreti della grappa…”

La fiction, prodotta da Rai Fiction in collaborazione con Bibi Film Tv per la regia di Riccardo Milani, annovera nel cast, al fianco degli attori sopra citati, anche Cristiana Capotondi, Matilde Gioli, Demetra Bellina, Roberto Gudese, Alessandro Roja, Domenico Diele, Carmo Della Vecchia, Francesca Cavallin, Corrado Fortuna, Roberto De Francesco, Roberto Nobile, Eleonora Panizzo, Simonetta Solder, Alessia Baciga, Eleonora Errandi, Vittoria De Paoli, Jacopo Missana, Nicola Sartori e Michelle Corrà.

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