Mag-Series intervista Luca Angeletti, protagonista di “Tutti pazzi per amore”: “Giulio sarà costantemente messo alla prova”

Tempo di interviste per il nostro Mag-Series e così, dopo Flavio Parenti e Paolo Romio, è la volta di un attore di altrettanto successo: Luca Angeletti.

Attore versatile, Luca Angeletti è stato protagonista di film e fiction in cui ha interpretato sia ruoli comici che drammatici, ma la popolarità e il successo lo ha senza alcun dubbio raggiunto con la fiction di RaiUnoTutti pazzi per amore” nel ruolo di Giulio, compagno di Stefania (Marina Rocco), che potremo rivedere dal 21 Marzo negli  episodi inediti della seconda stagione della fiction.

Ma “Tutti pazzi per amore” non è l’unico progetto a cui Luca Angeletti ha preso parte, ricordiamo infatti anche le fiction sulla mafia “Il Capo dei Capi” e “Squadra antimafia – Palermo oggi“, per poi passare ai film “Sbirri“, “Scusa ma ti chiamo amore” e “Scusa ma ti voglio sposare” nei quali ha recitato al fianco di Raoul Bova, oltre ai numerosi cortometraggi in cui è stato interprete, sceneggiatore e regista.

Insomma, fatte le dovute presentazioni, non vi resta che leggere quest’intervista: sono sicura che se amate già quest’attore,  dopo aver letto le sue parole lo amerete ancora di più!

1- Tre parole per descrivere Luca Angeletti.

Luca Angeletti in tre parole è: lunatico, istintivo, idealista.

2- Chi era Luca Angeletti prima di debuttare nel mondo dello spettacolo?

Prima di intraprendere questo cammino ero un aspirante pilota di aerei…pensa.

3- Come ti sei avvicinato al mondo della recitazione? Quando hai capito di voler intraprendere questa strada?

E’ successo così per caso, la vita mi ha suggerito questo, ho iniziato con un corso bisettimanale per curiosità, ero rapito dall’epicità del teatro come rappresentazione in se, dalla potenza di quello che poteva succedere su un palco tra colori, luci, musiche e parole. Da due volte a settimana  passai a tutti i giorni (sabati e domeniche comprese) con la  scuola, poi altri studi,  e piano piano tante esperienze che sono diventate il mio mestiere, ed ora, con  il tempo, il mio lavoro. Non l’ho ancora capito in realtà  come è successo. Per ora la mia è un’esigenza, è una necessità di dare sfogo all’amore  e alla passione che metto in tutto quello che faccio,  se questo cerchio si spezzerà, cambierò e, aprirò una enorme ferramenta.

4- Sei sempre stato definito un attore versatile, nei vari film e fiction hai infatti interpretato sia ruoli comici che drammatici. Quale di questi pensi ti si addica di più?

Mi piace cambiare , trasformarmi, ma non so bene in cosa, mi  piace affidarmi a questo o quel ruolo e mettermi a disposizione del personaggio.  Perdermi dentro quello che fa e sente, come in uno stato di trance. Lasciarlo parlare e agire usando il mio corpo e la mia voce.

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5- Sei un interprete, sceneggiatore e regista di vari cortometraggi. Come nasce questa passione? Hai mai pensato alla regia “più in grande”?

Io adoro la comunicazione, in generale,  e i vari codici che essa usa per comunicare. Adoro vedere e  ascoltare. La Musica, la pittura,  la fotografia, l’architettura e il modo che hanno tutte queste arti di fermare il tempo e restituircelo sotto forma di  un concentrato di emozioni, in storie da raccontare. Il cinema unisce queste arti, e il suo linguaggio mi affascina, mi rapisce, e fa di me quel che vuole, anche un regista all’occorenza.

Tu invece – Cortometraggio

httpv://www.youtube.com/watch?v=sN3TGGE60AY

6- Hai lavorato insieme a Raoul Bova nel film “Sbirri” come anche nei film di Federico Moccia “Scusa ma ti chiamo amore” e “Scusa ma ti voglio sposare“, uscito da poco nella sale italiane. Com’è stato ritrovarvi più volte sullo stesso set? Che rapporto c’è tra voi?

Io e Raoul è come se ci fossimo più che familiari l’un l’altro,  ci vogliamo bene, abbiamo molte cose in comune, molti sogni, l’amore per la semplicità delle cose, per la trasparenza, abbiamo grande  tenacia nel portare avanti le nostre  convinzione e  i nostri ideali , siamo altruisti e generosi. Fra di noi con gli altri, sognamo insieme, ci proteggiamo a vicenda, ci aiutiamo, parliamo tanto, la nostra è una bella amicizia.

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7- Hai recitato sia nella fiction “Il capo dei capi” nel ruolo di Pino Greco, detto “Scarpuzzedda”, spietato killer della cosca mafiosa dei Corleonesi, sia in “Squadra Antimafia – Palermo oggi“, nel ruolo di Vito Abate. Com’è stato recitare in fiction del genere, che toccano un argomento molto delicato come quello della mafia?

La mafia è qualcosa di radicato nella mentalità di una società come quella italiana. Dare un volto e un anima a personaggi del genere vuol dire prendersi una grande responsabilità, quella di raccontare l’ovvietà del male, la facilità del sopruso, la solitudine di chi fa del male il suo baluardo. Ma la differenza fra Pino Greco e Vito Abbate è sostanziale. Vito l’ho disegnato io, la sua follia e il suo essere infantile e  capriccioso sono frutto di uno studio di sceneggiatura e di una creazione ad hoc . Con Pino Greco è stato diverso, sono entrato in punta dei piedi nella vita di una persona realmente esistita, nella storia  della sua ascesa dagli anni 70 agli anni 90 all’interno di  Cosa Nostra, ho rivissuto  le sue relazioni con i vari Riina, ho “ucciso” gente vissuta veramente, che ha dato la sua vita per lo stato  e per la giustizia, ho brindato alle loro morti, ho cercato di far rivivere, insieme ai miei compagni di lavoro, l’orrore  del male assoluto, la rincorsa del potere assoluto che fa perdere ogni umana ragione. Credo che siamo riusciti ad onorare la memoria di chi non c’è più , del generale Dalla Chiesa dei giudici Falcone e Borsellino, e di tutti gli altri che hanno combattuto la loro battaglia per la giustizia. Questa è stata la nostra lotta. Speriamo di essere riusciti nell’intento.

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8- Sei sempre stato un attore noto, ma hai raggiunto il successo e la popolarità recitando nella fiction “Tutti pazzi per amore” nel ruolo di Giulio. Cosa ti ha spinto ad accettare questo progetto, una sorta di fiction-musical dove oltre a recitare bisogna anche cantare e ballare?

Prova a dire ad un’attore con il mio percorso, se dopo un ruolo da killer  ed uno di malavitoso, se se la sente di fare un ruolo opposto, di uomo dolce e zerbino in un prodotto dove deve imparare a ballare e a cantare con un cast eccezionale e una regia strepitosa. La risposta non dico che è automaticamente sì, ma poco ci manca.

9- Com’è stato lavorare con Marina Rocco, tua compagna nella fiction, e con il resto del cast? Lavorate sempre bene insieme?

Tra me e Marina c’è una complicità ed una sintonia rara, siamo stati fortunati a trovarci, abbiamo un modo molto simile di seguire il nostro istinto che ci porta ad improvvisare spesso e a creare situazioni e momenti in cui ci divertiamo molto. C’è grande familiarità fra di noi. L’unico peccato per noi è la nostra poca interazione con gli altri personaggi visto che  Giulio e Stefania sono spesso troppo presi a risolvere i loro problemi e i loro percorsi. Ma sappiamo tutto degli altri e rimaniamo spesso affascinati da quello che fanno i nostri compagni di lavoro. E facciamo reciprocamente gli uni il tifo per gli altri. È veramente un bel gruppo.

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10- Nella seconda stagione di “Tutti pazzi per amore“, a breve in onda su RaiUno, Giulio diventa improvvisamente padre di tre figli. Come si evolve il personaggio? Continuerà ad essere il classico fidanzato zerbino sempre buono e disponibile o questa paternità lo renderà più serio e responsabile?

Beh serio e responsabile Giulio lo era anche prima, anzi  sarà in questa seconda stagione che queste sue sicurezze vacilleranno, senza svelare troppo ai telespettatori, diciamo che in questa seconda serie Giulio sarà costantemente messo alla prova … sarà una seconda serie molto faticosa per lui. Come padre e come marito.

httpv://www.youtube.com/watch?v=CgaUC-dj5ro

httpv://www.youtube.com/watch?v=H3sbb-UddQY&feature=related

11- Cosa pensi del panorama seriale italiano? Come pensi si stia evolvendo?

Devo dire che io proprio non posso lamentarmi visto che negli ultimi 3 anni ho preso parte alle due fiction di maggior successo in Italia vedi IL CAPO DEI CAPI e TUTTI PAZZI PER AMORE appunto, nonché ad uno strepitoso SQUADRA ANTIMAFIA. Grazie a queste esperienze ho capito che c’è  ancora la possibilità di sognare e credere di poter fare qualcosa di nuovo, le suddette fiction hanno in effetti creato dei precedenti, dei modelli da seguire, una qualità molto alta, un livello sotto il quale non scendere. Credo anche però che la crisi nel nostro settore è molto forte e gli aiuti dello Stato stanno man mano scomparendo. La televisione può ancora educare, come la scuola, la scuola è il nostro futuro, la televisione ci può accompagnare, ci può ricordare, da dove veniamo e dove andiamo, è e può essere un bel momento di qualità e condivisione e può aiutare a creare una coscienza nazional popolare più elevata di una semplice Italia in finale ai mondiali di calcio. Se questo ruolo della televisione, che potrebbe essere sana cultura, viene a mancare, viene a mancare anche la conoscenza di noi stessi e con essa la nostra identità lentamente sbiadisce e la coscienza di quello che siamo, si perde nel vuoto di quello che ci viene suggerito di essere.

12- C’è qualche attore/attrice in particolare con cui ti piacerebbe lavorare?

Ci sono decine di  attori che adoro con cui mi piacerebbe creare belle situazioni di lavoro, ma aspetto a sorpresa cosa mi porterà il destino, per ora conservo con  grande affetto e anche un pizzico di gelosia le mie collaborazioni passate e presenti che fino a qui mi hanno insegnato tanto.

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13- Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti?

In questi giorni  fino a giugno sono,  e, sarò sul set di FRATELLI DETECTIVE una fiction per Canale 5 in cui  stavolta mi cimento nei panni di un poliziotto un po’ fuori dagli schemi, ORSI, al fianco di Enrico Brignano . E a Maggio un film cinema del quale ancora non posso parlare. Un altro progetto è che il 21 marzo mi piazzo davanti alla Tv per guardare la mia serie preferita…eh eh..chissà quale..

14- Un sogno nel cassetto?

14 – Essere un buon padre per mia figlia e un bravo marito per mia moglie . Due sogni, stesso cassetto.

Intervista a cura di Daniela Bella per Mag-Series

Fotogallery Luca Angeletti

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