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Mag-Series intervista Karin Proia: “Sarò presente nella seconda serie de Le tre rose di Eva” – “Sogno di diventare una regista”

Mag-Series ha avuto il piacere di intervistare Karin Proia, attrice nota al grande pubblico per le numerose produzioni televisive a cui ha preso parte.
Ha iniziato a lavorare da giovane come modella, per poi partecipare ad alcune trasmissioni televisive come “Non è la Rai“, “Bulli & pupe“, “Numero Uno“, “Scommettiamo che…” e “Il grande gioco dell’oca“.
Raggiunge il grande successo grazie alla fiction “Boris“, dove interpretava il ruolo di Karin, una ragazza chiamata dalla produzione de “Gli occhi del cuore” per introdurre l’elemento “cosce” nella speranza di alzare gli ascolti.
Il pubblico, inoltre, la ricorda per la frase tormentone “Antò, fa caldo!“, motto dello spot pubblicitario di un famoso thè freddo.
Altre fiction a cui Karin Proia ha preso parte sono, tra le altre, “Lui e lei“, “Lo zio d’America“, “Ho sposato un calciatore“, fino alle più recenti “Walter Chiari – Fino all’ultima risata” e “Area Paradiso“.
Attualmente, invece, la stiamo vedendo nella fiction-soap di Canale 5 “Le tre rose di Eva“, dove interpreta il ruolo di Marzia Taviani, una delle tre sorelle.
Se anche voi avete voglia di conoscerla meglio, allora non perdetevi la nostra intervista…
Mag-Series: Domanda di rito: Chi è Karin Proia? Presentati ai nostri lettori.
Karin Proia: Bella domanda, gentile e cortese. È bello presentarsi perché si ha la possibilità di descriversi meglio di come si è. Inevitabilmente la descrizione che diamo di noi stessi è l’immagine che vorremmo che gli altri avessero di noi. Quindi per oggi voglio fare la brava e resisterò alla tentazione di descrivermi. Diciamo che sono una persona tra le persone.

Mag-Series: Hai iniziato a lavorare da giovane come modella, per poi partecipare, anche cantando e ballando, ad alcune trasmissioni televisive come “Non è la Rai“, “Bulli & pupe“, “Numero Uno“, “Scommettiamo che…” e “Il grande gioco dell’oca“. Come è avvenuto il passaggio ad attrice? Ci parli un po’ del tuo percorso artistico?
Karin Proia: Ho iniziato a lavorare come modella per pagarmi gli studi, ma quella dimensione la trovavo un po’ troppo passiva per i miei gusti. Sono sempre stata una che vuole anche “dire la sua”. Ho studiato per fare l’attrice e ho cominciato a lavorare quasi subito per una serie di coincidenze veramente favorevoli, anche se non è questa la meta che mi sono prefissata.
Mag-Series: Hai debuttato a teatro nel 1996 nella tragedia di Arthur Miller “Uno sguardo dal ponte“, per la regia di Teodoro Cassano, che tra l’altro è stata replicata per quattro anni ed è stata realizzata anche per la tv. In essa interpretavi il ruolo di Catherine, per la quale lo zio Eddie Carbone, interpretato da Michele Placido, prova una forte passione. Che ricordo hai di quell’esperienza?
Karin Proia: Meraviglioso. Ricordo l’ultima replica… mi sono fatta un sacco di pianti! Ho imparato a recitare interpretando quel ruolo, mi sentivo totalmente calata nella parte. Tra l’altro siamo stati lungamente premiati dall’apprezzamento sia del pubblico che della critica quindi è stata veramente una grandissima emozione.

Mag-Series: Hai preso parte anche a molte fiction, una che ti ha regalato grande successo è sicuramente “Boris“, dove interpretavi il ruolo di Karin, una ragazza chiamata dalla produzione de “Gli occhi del cuore” per introdurre l’elemento “cosce” nella speranza di alzare gli ascolti. In questa fiction hai avuto sicuramente a che fare con qualcosa di diverso, dato che recitavi la parte di una ragazza che recitava (scusa il gioco di parole). Ci parli un po’ di quest’esperienza?
Karin Proia: “Boris” è senza dubbio tra i miei lavori preferiti. Sono una fan da anni dei tre autori, Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo. Tre grandi talenti che insieme diventano veramente una “penna” portentosa. Bellissima esperienza quindi, sia per il ruolo che mi ha divertito interpretare come pochi, sia per il contorno di alta professionalità dei miei colleghi attori. Praticamente li amo tutti!
Mag-Series: Sappiamo bene come la particolarità di “Boris” sia quella di prendere in giro, in modo ironico, la tv generalista. Tu che cosa ne pensi a riguardo? E che critica faresti alla televisione italiana?
Karin Proia: Ho sempre detto che “Boris” più che una serie è un documentario! A parte gli scherzi… si cercava di raccontare cose paradossali ma i fatti, anche di cronaca, ci hanno sempre tenuto testa, quindi ne è risultato un modo colorito di raccontare la realtà.

Mag-Series: Attualmente, invece, ti stiamo vedendo su Canale 5 nella fiction-soap “Le tre rose di Eva“, dove interpreti il ruolo di Marzia Taviani, una delle tre sorelle. Ci parli un po’ di questa fiction e del tuo personaggio?
Karin Proia: È stato abbastanza faticoso perché i tempi di lavorazione erano davvero molto intensi con due set e due regie in contemporanea. Il successo di pubblico per fortuna ci ha ripagati. Marzia è una donna forte e buona, vorrebbe sempre risolvere i problemi di tutti ma forse ormai, alla decima puntata di messa in onda, finalmente ha capito che prima deve risolvere i suoi.
Mag-Series: “Le tre rose di Eva” sta riscuotendo davvero un grande successo. Quale pensi sia il segreto di questa fiction? Perchè piace così tanto?
Karin Proia: L’intreccio di tante storie, la suspence, il giallo, la passione, le incomprensioni… un concentrato in 12 puntate di sentimenti ed avvenimenti che spesso non si ritrovano neanche in una vita intera.

Mag-Series: Si parla di una seconda stagione de “Le tre rose di Eva“. Sarai presente nel cast? C’è qualcosa che puoi dirci a riguardo?
Karin Proia: Sì, ci sarò. La stanno scrivendo ora. Non posso anticipare nulla ma ci saranno ulteriori sviluppi che appagheranno di gran lunga gli appassionati.
Mag-Series: “Antò, fa caldo!“. E’ questa la frase tormentone con cui il pubblico maggiormente ti ricorda. Ricordiamo che si tratta dello spot pubblicitario di un famoso thè freddo. Succede ancora oggi che la gente ti ferma per la strada perchè ti collega a quello spot? Oppure adesso sei riconosciuta maggiormente per le tue apparizioni televisive?
Karin Proia: Di spot ne ho fatti diversi ma naturalmente i tormentoni rimangono più a lungo nel ricordo di tutti, così quello è decisamente il più citato dalla gente. Molti si confondono pensando che il mio spot fosse quello a letto, ma quell’attrice era Luisa Ranieri, io sono quella della goccia di thé che scivola sul décolleté, che cammina per strada nel paesino siciliano. Il nostro lui invece era sempre lo stesso: Edoardo Silos Labini, che guarda caso è anche nel cast de “ Le tre rose di Eva”. Per quanto riguarda l’essere riconosciuta devo dire che il pubblico mi dà molta soddisfazione: c’è chi ricorda “Lo zio d’America”, chi “Lui e lei”, molti “Boris”, “Ho sposato un calciatore”. Qualcuno ricorda addirittura un monologo che feci molti anni fa in diretta tv da Paolo Limiti su Raidue.

Mag-Series: Ha conseguito la maturità artistica con specializzazione in ceramica presso l’Istituto Statale d’Arte “Juana Romani” di Velletri. Coltivi ancora questa passione per la ceramica?
Karin Proia: Assolutamente sì. Sono una che si alimenta con arte, molta acqua, frutta e verdura biologica!
Mag-Series: Un’altra tua passione è quella per la musica, tra l’altro ti sei diplomata al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone e suoni il pianoforte. Cosa ti piace di questo strumento?
Karin Proia: Il pianoforte è uno strumento completo. Amo la musica perché è l’arte più diretta, non conosce lingua né confini e tra le arti per me è la più “personale”, una diretta espressione dell’anima. Ammiro i virtuosi di tutti gli strumenti come fossero dei.
Mag-Series: Non solo attrice, ma anche regista di cortometraggi. Quando e come nasce questa passione per la regia? Hai mai pensato alla regia “più un grande”?
Karin Proia: Ero bambina quando ho deciso: da grande voglio fare la regista! Ho sempre lavorato per quello. L’attrice è una professione che mi gratifica e mi supporta ma la mia pulsione è indubbiamente quella: la regia.

Mag-Series: Correggimi se sbaglio, ma ho letto che hai una collezione sterminata di sigle di cartoni animati della tua infanzia. Quale, tra queste, è la tua preferita?
Karin Proia: Non sbagli. Tra le preferite “Conan il ragazzo del futuro”, “Ryu il ragazzo delle caverne”, “Daitarn 3”, “Starzinger”… posso andare avanti parecchio, la lista è lunghissima!
Mag-Series: Qual’è la critica più brutta e il complimento più bello che hai ricevuto nel corso della tua carriera?
Karin Proia: La più brutta non c’è ancora stata per fortuna, poi penso che le critiche se fatte in buona fede servano sempre a migliorarsi. Complimenti belli invece grazie al cielo ne ho ricevuti tanti. Molti si dicono sorpresi nel vedermi in realtà molto diversa dai ruoli che interpreto, anche fisicamente. Cerco infatti di lavorare molto sull’unicità del personaggio, sui gesti, sull’andatura, anche nei tempi stretti della fiction cerco insomma di non essere mai uguale a me stessa. Tra quelli che ricordo con più calore c’è stato senza dubbio un complimento di Andrea Porporati, in quell’occasione sceneggiatore di un film che avevo interpretato: mi ha detto che avevo reso più sfumature di quelle che lui aveva scritto ed era la prima volta che gli capitava. Detto così, da lui, è stato veramente una bellissima soddisfazione. Lo bacio a posteriori.

Mag-Series: C’è un progetto in particolare a cui ti piacerebbe prendere parte o c’è un ruolo in particolare che ti piacerebbe interpretare?
Karin Proia: Amo i film e i registi di genere. Da attrice è il massimo che posso augurarmi. Spero che in Italia guadagni spazio la produzione e distribuzione di film indipendenti. Sto seguendo molto da vicino il grande lavoro che sta facendo IndiCinema in questa direzione.
Mag-Series: Qual’è la cosa che ti rende più felice?
Karin Proia: La mia bimba, la natura, l’amore, il gelato, il cioccolato, il vento tiepido di primavera, i temporali estivi, l’essere capita, il potermi esprimere, il camminare scalza, mia madre, mio padre, mio fratello, il materasso ultracomodo, il cuscino di piume, l’acqua…

Mag-Series: Un sogno nel cassetto?
Karin Proia: Il sogno per me stessa non lo posso dire, mi sembra di togliergli forza. Il sogno per l’umanità invece lo dico, al contrario, proprio per dargli più forza: vorrei un mondo senza più inquinamento e senza guerre di interessi e di potere. Gente pulita in un mondo pulito.
Mag-Series: Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti?
Karin Proia: Spero di girare presto il mio primo lungometraggio. Ma più di questo non mi sento di dire.
Intervista a cura di Daniela Bella per Mag-Series
Fotogallery Karin Proia












