Abc, da Happy Days a Twin Peaks e Lost la rete dei cult senza tempo


ABC, la prima TV pubblica americana che ha dato vita a prodotti televisivi entrati nell’immaginario della cultura popolare

Nata inizialmente da una costola della stazione radio NBC nel 1943, ABC ha fatto ufficialmente il suo debutto nel mondo della televisione nel 1948, grazie alla fusione con la Paramount Pictures. L’unione tra le due fornì alla ABC tutti gli strumenti per introdursi nel mondo della TV pubblica, che si consacrò tra gli anni ’60 e ’70 come la rete televisiva più seguita grazie ai primi esperimenti seriali che comprendevano cult come Starsky & Hutch, creata da Aaron Spelling e Leonard Goldberg che raccontava la vita di due poliziotti differenti per carattere, ma uniti da una grande amicizia. Si trattava del primo serial televisivo incentrato su una coppia di personaggi impegnati nella lotta al crimine, precursore del genere “buddy”, e icona della televisione americana per tutta la durata degli anni ’70.

Sempre nello stesso periodo seguì Radici, drammatica miniserie in 8 episodi ambientata nel 1767, e incentrata sulla vita di una famiglia africana dei Kinte, che attraverso gli occhi del giovane Kunta analizza il mondo dello schiavismo ai tempi della colonizzazione inglese nel Maryland, in Georgia.

Il successo negli anni ’80

Il successo della rete nel panorama televisivo esplode tuttavia nel 1984 grazie al fenomeno di Happy Days. Uno show ideato da Garry Marshall ambientato negli anni ’50 e caratterizzato da un variegato gruppo di personaggi che all’indomani sarebbero diventati parte integrante della cultura pop mondiale. Happy Days è una rappresentazione ironica, divertente e drammatica del “Sogno Americano” che animava gli anni ’50. Ma la serie era anche un punto di riferimento per gli adolescenti, i quali tutt’oggi vivono conservando il ricordo di personaggi memorabili come Fonzie (Henry Winkler).

I protagonisti di Happy Days

Sul finire degli anni ’80 la popolarità della rete si arresta temporaneamente, e la supremazia degli ascolti passa a NBC. Nel tentativo di sgominarne la leadership ABC si lancia a capofitto nel mondo delle sitcom con Pappa e ciccia, Casalingo Superpiù, Una bionda per papà e Perfect strangers; pensate per accaparrarsi l’attenzione del pubblico generalista mostrando la vita dell’americano comune alle prese con i problemi quotidiani.

L’arrivo di Twin Peaks

Con l’avvento degli anni ’90 la ABC si fonde con la Walt Disney per una cifra pari a 19 miliardi di dollari, portando ad una svolta significativa per entrambe le società. Grazie a questa fusione Disney si espande anche nel mondo televisivo, ed ABC mette in cantiere Quell’uragano di papà (Home Improvement) , un serial composto da otto stagioni che ben si sposava in quel periodo con gli obiettivi della rete: colpire e ottenere la fiducia delle famiglie americane raccontando storie concrete che attingono dalla vita di tutti i giorni.

Sempre in quel periodo tuttavia la serialità televisiva stava cambiando, HBO iniziò ad imporsi con prodotti più complessi e maturi come OZ e I Soprano, e la risposta di ABC al fenomeno giunse con una delle serie più coraggiose di sempre viste sul piccolo schermo: Twin Peaks.

Kyle MacLachlan in una scena di Twin Peaks

Nata dal genio di David Lynch e Mark Frost, Twin Peaks mescola thriller e horror in modi inediti, adottando un linguaggio lontano dai canoni televisivi, e più attinenti a quelli cinematografici. Twin Peaks è essenzialmente lo sfogo di un grande autore (Lynch) che sfrutta il medium televisivo per sfoderare tutte le sue grandi abilità registiche. E’ una serie difficile da collocare in un genere preciso, così come si fatica tutt’oggi a definirla un vero e proprio prodotto televisivo, data la sua impronta smacchatamente cinematografica. Chi ha ucciso Laura Palmer? Cosa nasconde davvero questa apparente cittadina? Twin Peaks è uno dei più grandi show di sempre, un vero esercizio di stile per regia, scrittura e recitazione.

L’inaspettato successo di Lost e la rivoluzione

Il grandissimo successo di Twin Peaks motiva ABC a rilanciarsi a pieno regime nel mondo della serialità moderna con prodotti mirati verso più fasce di pubblico.

Tra il 2004 e il 2005 la rete lancia in TV tre serie dall’inaspettato successo: Lost, Desperate Housewife e Grey’s Anatomy.

Creata da J. J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber, Lost è considerata uno dei più grandi pilastri della televisione contemporanea grazie alle vicende dei 48 sopravvissuti del volo aereo 815. Nulla è come sempre, l’isola dello schianto, inizialmente disabitata, si rivelerà essere ben altro nel corso delle sei stagioni della serie. Uno show camaleontico, capace di raccontare tante storie, drammi, amori e intrighi con un taglio surreale e inaspettato grazie alla penna imprevedibile di uno scrittore come Lindelof.

I protagonisti di Lost

La popolarità di Lost riporta ABC nell’olimpo dei grandi ascolti, ma non possiamo certamente dimenticarci delle casalinghe americane più disperate della TV, degne eredi spirituali di Sex And City.

Ideata da Marc Cherry e durata ben otto stagioni, Desperate Housewife è uno strabiliante contenitore di generi che combina dramma, commedia, giallo, satira, e soap opera. Un cocktail frizzante che racconta la vita (apparentemente tranquilla) del piccolo quartieri di Wisteria Lane, nel quale quattro casalinghe disperate (da qui il titolo) lottano con i loro problemi giornalieri. L’elemento mistery e il dark humor permettono alla serie di fare breccia nel cuore di una grande fetta di pubblico negli Stati Uniti, ma anche in altri paesi come l’Italia, dove la serie ha goduto di ottimi ascolti su SKY e Rai 2.

Altro cavallo di battaglia di ABC è Grey’s Anatomy, il medical drama ideato da Shonda Rhimes, nonchè il primo di una serie di progetti ideati dalla sceneggiatrice in collaborazione con ABC.

Sicuramente tra le serie più longeve della rete, Grey’s Anatomy è a oggi considerata il campione di ascolti di ABC grazie alla natura delle sue storie reali, intime e drammatiche, ma sempre di grande attualità. Attraverso gli occhi della protagonista Meredith Grey, la serie esplora la vita privata e lavorativa dei numerosi medici del Seattle Grace Hospital. 

Successivamente la collaborazione tra la Rhimes e ABC porta alla nascita di altre serie come Scandal (2012), e la più recente How to Get Away With Murder (2014). Entrambi dei grandi successi che riconfermano la bravura della Rhimes nel tratteggiare le “sue donne”.

Forte del successo cinematografico degli Avengers, nel 2013 la ABC diventa la prima rete ad ospitare una serie TV Marvel. Amata e odiata dal pubblico, Agents of SHIELD segna l’esordio della casa delle idee sul piccolo schermo, riportando freschezza nel palinsesto del network, lanciando un trend che solo qualche anno dopo sarebbe esploso su Netflix e altri lidi.

Non avrà cambiato la storia come HBO, ma ABC (grazie anche all’apporto di Disney) ha avuto la possibilità di alzare il livello qualitativo della TV generalista americana proponendo storie aderenti all’attualità e indirizzate a più fasce di pubblico.

Ghost Rider in una scena di Agents of SHIELD

Ecco alcune delle serie TV più importanti di ABC:

  • Tutto in famiglia (2001-2005) – Don Reo e Damon Wayans
  • La vita secondo Jim (2001-2009) – Tracy Newman e Jonathan Stark
  • Lost (2004-2010) –  J. J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber
  • Boston Legal (2004-2008) – David E. Kelley
  • Castle (2009-2016) – Andrew W. Marlowe
  • Desperate Housewives (2004-2012) – Marc Cherry
  • Ugly Betty (2006-2010) – Fernando Gaitán e Silvio Horta
  • Alias (2001-2006) – J.J Abrams
  • Revenge (2011-2015) – Mike Kelley
  • The River (2012) – Oren Peli e Michael R. Perry
  • C’era una volta (2011-in corso) – Edward Kitsis e Adam Horowitz
  • Amiche nemiche (2012) – Robert Harling
  • Missing (2012) – Gregory Poirier
  • American Crime (2015-in corso) – John Ridley
  • Designated Survivor (2016-in corso) – David Guggenheim