HBO – la rete che ha cambiato la televisione americana


Ripercorriamo i grandi classici di HBO nel nostro primo appuntamento con la rubrica TV Cult.

Nata nel 1972 come la prima vera TV a pagamento, HBO (Home Box Office) è unanimamente riconosciuta come la rete via cavo più famosa di tutti i tempi, e la più diffusa al mondo. Attualmente infatti l’emittente è disponibile in oltre 150 paesi, dando vita nel corso degli anni anche a delle divisioni esterne come HBO Asia, da poco attivamente impegnata nella produzione di prodotti originali per la suddetta regione.

Con ben 40 anni di attività sulle spalle, HBO si è trasformato in un vero e proprio sinonimo di qualità, sdoganando prima di tutto la serialità così come la conosciamo oggi. Tutto è iniziato nel 1990, con TV che si preparava ad accogliere un progetto come Dream On, primo esemplare di sitcom matura, incentrata sulla vita di un giovane padre single deciso ad intraprendere la carriera da editore.

HBO. La tv è cambiata.

E’ stato nel 1990 che HBO ha cambiato per sempre la televisione americana, dando vita ad un nuovo modo di raccontare storie sul piccolo schermo, sfruttando le tempistiche televisive per approfondire e scavare nello sviluppo dei personaggi, e soprattutto di osare anche nei contenuti, concedendosi qualche scena di nudo.

Successivamente la rete decide di fidelizzare sempre di più i propri abbonati, proponendo nuovi contenuti sempre più aderenti alla nuova filosofia seriale, e tra questi possiamo annoverare un capolavoro indiscusso come OZ: creata da Tom Fontana e andata in onda tra il 1997 e 2003, nonché il primo prodotto audiovisivo indirizzato al piccolo schermo composto da episodi dalla durata di circa 55 minuti.

OZ. Il dramma carcerario che ha lanciato un genere.

Ambientata nel penitenziario americano di “Oswald” (Oz), la serie racconta in modo inedito e realistico il mondo che si cela all’interno di queste strutture, mostrando la vita dei vari detenuti tra contrabbando, spaccio, abusi, risse e omicidi. Ancora una volta HBO aveva lanciato un genere che successivamente molti altri avrebbero abbracciato, ma la consacrazione definitiva giunge nel 1997 con I Soprano.

I Soprano. Un cult senza tempo.

La prima creatura partorita dalla mente del folle David Chase segna una svolta epocale per la televisione, che grazie alle vicende della famiglia mafiosa guidata da Tony Soprano frantuma ogni regola televisiva costruendo mitologie, storie memorabili e grandi drammi. Chase crea la televisione moderna, crea IL prodotto di riferimento per tutti gli autori che dal 1997 in poi sarebbero approdati sul piccolo schermo.

J.K. Simmons in una scena di OZ

Il successo de I Soprano spalanca le porte ad altri grandi titoli come la miniserie drammatica The Corner (2000) creata da David SimonDavid Mills e ispirata al libro omonimo The Corner: A Year in the Life of an Inner-City Neighborhood , incentrata sulla vita di una famiglia di colore in povertà e dipendente dalle droghe. Impossibile poi non citare l’amatissima Sex and City di Darren Star, altro cult che ha contribuito alla nascita del genere “chick lit” raccontando la storia di quattro amiche prossime ai 40 anni. Un piccolo affresco sul ruolo della donna nella società moderna (New York è la perfetta raffigurazione del caos e della società in costante evoluzione). L’impatto che Sex and City ha avuto nella cultura popolare moderna (ma diciamo anche internazionale) possiamo ritrovarlo in numerose opere come I Simpson, in un episodio di Will & Grace, o nella stessa OZ sempre di HBO. Insomma le vicende di Carrie e le sue amiche hanno segnato una generazione intera, portando poi alla nascita di ben due film conclusivi.

The Wire. Poliziesco, procedural, legal drama.

Nel 2002 David Simon e Ed Burns riconfermano per l’ennesima volta i buoni propositi di HBO nell’offrire una TV di ottima qualità ai propri abbonati lanciando The Wire, una serie composta da cinque stagioni ambientata nella città di Baltimora, che si addentra nella società americana attraverso vari punti di vista che delineano un quadro smaccatamente pessimistico e critico nel quale il traffico di droga emerge prepotentemente su tutto il resto.

Attraverso successi e insuccessi (spesso solo di ascolti) la rete delle eccellenze non ha mai perso il suo smalto, imponendosi sull’agguerrita concorrenza con prodotti sempre di qualità, alimentati dalla voglia di mettersi in gioco e abbattere le mura della narrazione per edificare nuovi linguaggi narrativi sempre freschi e tali da galvanizzare l’attenzione del pubblico.

Dominic West e Michael K. Williams in una scena di The Wire

Game of thrones. Il re del fantasy sul piccolo schermo.

Il prodotto più evidente e figlio di questa volontà nel rinnovarsi è stato sicuramente Game of Thrones, in grado di riportare sul piccolo schermo un genere di nicchia come il fantasy, diventando (ancora una volta) un faro per tutti gli altri. Tra cloni più o meno riusciti e altri assolutamente dimenticabili, Game of Thrones ha preso la materia di partenza del libro di George R. R. Martin adottando una narrazione televisiva con un taglio cinematografico inedito e mai visto prima in TV. Draghi, mostri e battaglie su larga scala si misurano perfettamente alle ambizioni di una rete (ricordiamo a pagamento) che conta quasi 40 milioni di abbonati, interfacciandosi di conseguenza con un pubblico non più di nicchia, ma anche generalista.

Il successo ha trasformato HBO in un punto di riferimento per i grandi autori, e tra questi possiamo annoverare Martin Scorsese, regista dell’episodio Pilota di Boardwalk Empire (con un signor protagonista come Steve Buscemi); Aaron Sorkin per The Newsroom; ma anche un visionario come Jonathan Nolan per la sottovalutatissima serie fantascientifica Westworld; o ancora Nic Pizzolatto che ha contribuito alla nascita del TV crime più bello dell’ultimo decennio, True Detective. Autori di cinema e teatro, e grandi interpreti del piccolo e grande schermo (la lista è troppo lunga…) hanno costruito o rilanciato le proprie carriere grazie all’impronta autoriale che contraddistingue i prodotti di HBO.

Game of Thrones

Ecco una lista delle serie più importanti e famose di HBO, accompagnate dai nomi degli autori:

  • Oz (1997-2003) – Tom Fontana
  • I Soprano (The Sopranos) (1999-2007) – David Chase
  • Six Feet Under (2001-2005) – Alan Ball
  • The Wire (2002-2008) – David Simon e Ed Burns
  • Carnivàle (2003-2005) – Daniel Kanauf
  • Deadwood (2004-2006) – David Milch
  • Roma (Rome)(2005-2007) – Bruno Heller
  • Big Love (2006-2011) – Mark V. Olsen e Will Scheffer
  • In Treatment (2008-2010) – Rodrigo Garcìa
  • True Blood (2008-2014) – Alan Ball
  • Boardwalk Empire – L’impero del crimine (2010-2014) – Terence Winter
  • The Newsroom (2012-2014) – Aaron Sorkin
  • The Leftovers – Svaniti nel nulla (The Leftovers) (2014-2017) – Damon Lindelof e Tom Perrotta
  • Il Trono di Spade (Game of Thrones) (2011-2019) – David Benioff e D.B. Weiss
  • True Detective (2014-in corso) – Nic Pizzolatto
  • Westworld – Dove tutto è concesso (2016-in corso) – Jonathan Nolan e Lisa Joy
  • Big Little Lies – Piccole grandi bugie (Big Little Lies) (2017-in corso) – David E. Kelley
  • The Deuce – La via del porno (The Deuce) (2017-in corso) – David Simon e George Pelecanos