Di padre in figlia, i protagonisti: Alessandro Roja è Riccardo Sartori

Alessandro Roja è Riccardo Sartori: “Ci siamo confrontati con una realtà regionale, sociale, linguistica, completamente diversa, ma sovrapponibile a quella che viviamo attualmente“.

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Alessandro Roja intervistato da Raiplay

Martedì 18 Aprile è andata in onda su RaiUno la prima puntata della nuova fiction in quattro puntate “Di padre in figlia“, una serie sulla fine del patriarcato in Italia attraverso le vicende di una famiglia nella provincia veneta, i Franza. Trent’anni, quelli che vanno dal 1958 agli anni ’80, che ci faranno ripercorrere i grandi cambiamenti cambiamenti dell’Italia ma, sopratutto, della figura femminile, prima esclusa da ogni carico decisionale per essere succube del marito e per ricoprire solo i suoi obblighi e i suoi doveri di moglie e di madre, per poi riuscire a ottenere, dopo una dura lotta, il diritto civile all’uguaglianza e alla parità dei sessi.

A capo della famiglia Franza c’è Giovanni (Alessio Boni), un uomo molto ruvido e intransigente. Franca (Stefania Rocca) è sua moglie, mentre Maria Teresa (Cristiana Capotondi), Elena (Matilde Gioli), Sofia (Demetra Bellina) e Antonio (Roberto Gudese) sono i loro quattro figli.

Riccardo Sartori (Alessandro Roja), invece, è il figlio di Enrico (Denis Fasolo), l’uomo con cui Giovanni ha deciso di aprire una distilleria a Bassano del Grappa. Riccardo cresce con le sorelle Franza. Da ragazzo subisce il fascino e la bellezza di Elena, di poco più piccola di lui. Ma è con Maria Teresa che ha un’intesa vera a propria: studiano insieme e progettano dopo la maturità di andare all’Università a Padova.

Lui però non potrà: sarà costretto ad abbandonare gli studi per sostenere la famiglia e in seguito, una volta guarito il padre, riuscirà ad aprire la piccola distilleria Sartori.

Riccardo si sposerà e avrà un bambino, ma il destino lo metterà alla prova con Maria Teresa che tornerà ad essere molto presente nella sua vita e che lo porterà ad aprire gli occhi sulla sua realtà.

Nel corso di un’intervista a Raiplay, Alessandro Roja ha avuto modo di presentarci questa nuova fiction e di raccontarci la sua esperienza sul set per interpretare questo nuovo ruolo.

Anzitutto l’attore ci spiega come si è preparato per interpretare questo personaggio, ambientato in un’epoca che aveva usi, costumi e comportamenti completamente diversi da quelli odierni:

“Per lavorare in delle storie, di solito, si prendono informazioni, e devo dire che qui, nella parte di preparazione, con i costumi, con il trucco, ecc, grazie anche a Riccardo Milani, avevamo già parecchie informazioni, o comunque c’era la possibilità, spesso, di raccontare su dei comportamenti che si avevano al tempo. Trovare i comportamenti, più che cercare poi di scimmiottare qualcosa che era simile a quegli anni, perchè appunto i rapporti sociali erano bilanciati in maniera completamente diversa. Quello per me è fondamentale, avere dei timori dei genitori anche da adulti o avere un tipo di relazione, di rispetto. Ci siamo confrontati con una realtà regionale, sociale, linguistica, completamente diversa, e questo è un tassello fondamentale di quello che è poi il lavoro fatto per la costruzione del personaggio…”

Benchè si tratti di una storia che ci racconta una fetta del passato del nostro Paese, questa risulta “sovrapponibile” alla realtà di oggi per tematiche che, nonostante il lasso di tempo, restano attuali. A tal proposito, l’attore prosegue dicendo:

“Questa serie è sicuramente una finestra sul passato della storia d’Italia, ma completamente sovrapponibile, perchè racconta gli italiani. Noi abbiamo delle caratteristiche che sono tutt’ora uguali anche in un momento politico e sociale di difficoltà economica che c’è adesso. E’ completamente sovrapponibile perchè noi siamo un popolo di inventori, lo siamo sempre stati, di creativi, e in qualche modo, allo stesso tempo, siamo degli esagerati, siamo melodrammatici nei comportamenti, nel modo di vivere le passioni. Abbiamo la capacità di creare qualcosa e darla sempre al mondo, cioè siamo capaci di esportare quello che poi è considerato oggi, con una parola anglofona, made in Italy. Ma il fatto in Italia, il creato in Italia, è un fatto realmente, siamo un popolo che fa questo, quindi è sicuramente una storia che va dal ’58 agli anni ’80, ma secondo me è totalmente sovrapponibile per questi argomenti all’oggi, alle capacità che abbiamo tutt’ora e che purtroppo oggi ci costringono ad andare fuori per farlo. Ma racconta anche come, in un periodo di difficoltà economica, siamo stati noi ad andare via, infatti racconta quando Nova Bassano era la Bassano del Grappa fondata in Brasile da italiani che erano dovuti andar via. Quindi, come dire, la storia è veramente ciclica, e noi siamo comunque sovrapponibili alla storia del passato. Dovremmo imparare dal passato, però questo è un auspicio, non sempre succede…”

La fiction, prodotta da Rai Fiction in collaborazione con Bibi Film Tv per la regia di Riccardo Milani, annovera nel cast, al fianco degli attori sopra citati, anche Domenico Diele, Corrado Fortuna, Carmo Della Vecchia, Francesca Cavallin, Roberto De Francesco, Roberto Nobile, Eleonora Panizzo, Simonetta Solder, Alessia Baciga, Eleonora Errandi, Vittoria De Paoli, Jacopo Missana, Nicola Sartori e Michelle Corrà.

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