Di padre in figlia, i protagonisti: Stefania Rocca è Franca Franza

Stefania Rocca racconta il suo personaggio: “E’ una fiction che parla di emancipazione femminile, e Franca spinge le proprie figlie a fare quello che lei non ha fatto andando anche contro a un sistema“.

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Stefania Rocca intervista da Raiplay

Domani sera, martedì 18 Aprile, prenderà il via su RaiUno la nuova fiction in quattro puntate “Di padre in figlia“, una serie sulla fine del patriarcato in Italia attraverso le vicende di una famiglia nella provincia veneta, i Franza. Trent’anni, quelli che vanno dal 1958 agli anni ’80, che ci faranno ripercorrere i grandi cambiamenti cambiamenti dell’Italia ma, sopratutto, della figura femminile, prima esclusa da ogni carico decisionale per essere succube del marito e per ricoprire solo i suoi obblighi e i suoi doveri di moglie e di madre, per poi riuscire a ottenere, dopo una dura lotta, il diritto civile all’uguaglianza e alla parità dei sessi.

A capo della famiglia Franza c’è Giovanni (Alessio Boni), un uomo molto ruvido e intransigente. Franca (Stefania Rocca) è sua moglie, mentre Maria Teresa (Cristiana Capotondi), Elena (Matilde Gioli), Sofia (Demetra Bellina) e Antonio (Roberto Gudese) sono i loro quattro figli. Per la famiglia, Franca ha abbandonato ogni pretesa di libertà, tanto da non essere nemmeno alfabetizzata.

Franca è arrivata con Giovanni dal Brasile e presto è diventata madre di quattro figli. Succube del marito, tenta di mettere un argine alle prepotenze di Giovanni, soprattutto quelle contro le figlie, senza riuscire però a cambiare il corso degli eventi.

E allora è in loro, nelle sue tre ragazze, che Franca ripone la realizzazione dei suoi desideri, imparando a sua volta, da adulta, a pretendere dagli altri il rispetto dell’autonomia finalmente conquistata e della sua emancipazione dalla famiglia.

Nel corso di un’intervista a Raiplay, Stefania Rocca ha avuto modo di presentarci questa nuova fiction e di raccontarci il suo personaggio, nonchè il modo in cui si è preparata per riuscire ad ambientarsi in un’epoca, sebbene vicina alla nostra, con usi e costumi diversi da quelli odierni.

Anzitutto presentando il personaggio di Franca Franza, Stefania Rocca racconta:

“E’ un personaggio molto particolare, perchè è un personaggio, si potrebbe dire, d’altri tempi, anche se invece non sono passati molti anni. Però è stato interessante per questo, per riaffrontare emotivamente e socialmente tutti i cambiamenti che sono venuti dal ’58 in poi proprio nel contesto femminile, quindi emotivamente e umanamente. Una donna che non ha mai studiato, perchè all’epoca le donne non dovevano studiare, e invece lei si cimenta in questo, anche se a una certa età sembra che i giochi siano finiti, per se stessa, e questa è una cosa bella che ognuno di noi dovrebbe veramente affrontare per se stessi. Per se stessa comincia a studiare, impara a leggere, e capisce quanto è importante l’educazione, la cultura, e quanto questo ti può far evolvere, renderti indipendente…”

L’attrice, poi, ci spiega cosa le abbia lasciato il personaggio di Franca:

“Franca è una donna misteriosa, ed è molto diversa da me. E’ una donna molto contratta, il lavoro che ho fatto fisicamente sul personaggio è stato proprio questo, cioè di sentire la mia cassa toracica sempre più piccola, sempre più stretta, però avere dentro un atteggiamento che è molto più rurale, perchè comunque è una donna che arriva da un’estrazione sociale molto molto povera ma di ‘libertà’ legata alla terra, e quindi una donna selvaggia, assolutamente sgraziata, scomposta. Ho cercato di lavorare sul fisico, quindi proprio sugli atteggiamenti fisici che lei ha. E mi ha lasciato un sacco di simpatia, mi sono divertita molto pur avendo sofferto molto…”

Questa fiction parla di emancipazione femminile, e il personaggio di Franca rispecchia questa tematica a tutti gli effetti, mettendo in particolar modo il risalto l’importanza dell’educazione e della cultura per se stessi, all’epoca tanto quanto oggi:

“Sicuramente è un film che parla di un universo femminile, quindi emancipazione femminile e tutti quei temi che vengono dal femminismo e tutte quelle lotte che hanno fatte le nostre nonne e le nostre antenate. Lei per esempio è una donna che spinge la figlie a studiare, il padre non lo ritiene importante, per esempio c’è una scena in cui lui dice a sua figlia, che vuole studiare, di fare le magistrali perchè per lui è l’unica cosa che si addice alle donne, altrimenti deve restare a casa, e questo era un po’ l’atteggiamento che si aveva all’epoca verso le donne. Lei, invece, nonostante non abbia studiato, e forse proprio per questo, capisce che se avesse studiato probabilmente si sentirebbe più libera, e dunque spinge le proprie figlie a fare quello che lei non ha fatto, andando anche contro a un sistema, a delle regole di sistema e di società, e quindi anche contro il marito lei spinge le figlie, da’ loro i soldi di nascosto, insomma cerca di educarle e di farle capire quanto è importante l’educazione e un minimo di cultura personale per essere poi indipendenti, perchè senza questo non si fa assolutamente nulla. E oggi io credo che la cosa più importante, a tutti i livelli, sia proprio questa, l’eduzione. Anche l’educazione che noi diamo ai nostri figli, io sono mamma di due maschi, non è io sparecchio e tu mangi come succedeva una volta, piuttosto del tipo tu aiuti la mamma, apparecchi mentre la mamma magari cucina, perchè ovviamente non gli facciamo ancora toccare il fuoco. Però insomma, è proprio partire da un’infanzia per arrivare a un’educazione diversa, di rispetto reciproco, indipendentemente da uomo o donna che tu sia…”

La fiction, prodotta da Rai Fiction in collaborazione con Bibi Film Tv per la regia di Riccardo Milani, annovera nel cast, al fianco degli attori sopra citati, anche Alessandro Roja, Domenico Diele, Carmo Della Vecchia, Francesca Cavallin, Corrado Fortuna, Roberto De Francesco, Roberto Nobile, Eleonora Panizzo, Simonetta Solder, Alessia Baciga, Eleonora Errandi, Vittoria De Paoli, Jacopo Missana, Nicola Sartori e Michelle Corrà.

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